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Il cambiamento climatico rende i ragni più aggressivi

Un altro buon motivo per evitarlo. Infatti, il cambiamento climatico rende i ragni più aggressivi, in risposta alle nuove condizioni meteo più estreme.

Un team di ricercatori tra Canada e Stati Uniti, guidato da Alexander Little della University of California, Santa Barbara ha di recente pubblicato uno studio su Nature Ecology and Evolution mettendo in luce un’inquietante verità: i ragni stanno diventando più aggressivi a causa del cambiamento climatico. In particolar modo a causa degli uragani responsabili di rapidi stravolgimenti del loro habitat.

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Cosa rende i ragni più aggressivi?

Per scoprire che il cambiamento climatico rende i ragni più aggressivi è stato necessario analizzare diverse colonie di Anelosimus studiosus, un ragno comune in prossimità dei corsi d’acqua nordamericani. Quanto osservato ha messo in luce come i frequenti uragani collegati ai cambiamenti del clima modificassero sostanzialmente il comportamento delle colonie di ragni. Queste normalmente, infatti, erano caratterizzate egualmente sia da comportamenti aggressivi che più pacifici. Ora le cose stanno cambiando, infatti, sembra che le colonie di ragni più aggressivi rispondano meglio agli effetti degli uragani, producendo addirittura più uova dopo gli eventi atmosferici violenti.

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Lo studio ha inoltre evidenziato che nelle zone colpite da uragani le colonie di ragni aggressivi tendevano ad avere la meglio. Scoprirlo ha richiesto di testare sul campo le reazioni dei ragni alla stimolazione della loro tela. I ragni aggressivi hanno più successo in un clima caratterizzato da fenomeni violenti: filiando di più e rispondendo meglio – con più aggressività – alla carenza di risorse conseguente. Come se non bastassero i rischi per l’ecosistema, l’idea che il cambiamento climatico possa rendere i ragni più aggressivi dovrebbe essere una spinta importante nella direzione di un intervento serio. D’altro canto, chi vorrebbe vivere in un mondo del genere? Sarebbe decisamente consigliabile tornare a condizioni climatiche più moderate, così da dare spazio anche a ragni più «civili» con cui avere a che fare. Gli aracnofobici saranno di sicuro i primi a mettersi al lavoro per l’ambiente.

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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.