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Kala namak, il sale nero indiano

Il kala namak arriva dall’India una nuova varietà di sale nero, noto anche come sale dei vegani, ha un sapore che ricorda quello delle uova.

Dopo il sale rosa dell’Himalaya, le cui proprietà sono state a lungo decantate, è arrivato il momento di scoprire il kala namak, un sale nero indiano, noto anche come sale dei vegani, il cui caratteristico colore scuro è accompagnato da intenso odore di zolfo. Sebbene alcuni associno tale odore a quello delle uova marce, nella dieta vegan è particolarmente apprezzato per ricreare il caratteristico sapore di uova sode in piatti come egg salad o quiche. Quali sono però le caratteristiche del kala namak?

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Foto da pagina Facebook di Lilian Fernandez

Kala namak, il sale nero dell’Himalaya

Il kala namak è un sale nero utilizzato a fini terapeutici fin dall’antichità. Se ne trova traccia in scritti che risalgono al 300 a.C. ed è da sempre utilizzato nell’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana, per curare i disturbi dell’apparato digerente (stipsi, bruciori di stomaco, indigestione, flatulenza e gonfiori), oppure aggiunto ad acqua calda sia per ottenere dei benefici pediluvi, sia per suffumigi in caso di costi raffreddamento. Il kala namak viene utilizzato anche come sostituto del sale tradizionale nelle diete iposodiche per i soggetti affetti da ipertensione, sempre però su consiglio del medico.


Le proprietà di questo sale nero non sono ancora stata studiate in modo approfondito, dal momento che se ne parla da poco in Occidente, tuttavia si ritiene che aiuti a ridurre il livello di colesterolo nel sangue, a contenere l’artrite e a ridurre la ritenzione idrica (ovviamente rispetto al sale tradizionale). A questo si aggiunge un presunto aiuto nella produzione di serotonina e melatonina, gli ormoni del buonumore e del sonno.

Perché il kala namak è nero?

Originariamente il kala namak, il sale nero indiano, veniva estratto dalle miniere naturali di origine vulcanica del nord dell’India oppure dai laghi salati di India e Nepal. Il colore scuro però si otteneva tramite un processo chimico volto a trasformare il solfato di sodio naturalmente presente nei cristalli di sale estratti, in acido solfidrico e solfuro di sodio. In tempi più recenti, il sale dei vegani viene ottenuto con procedimenti sintetici che implicano l’aggiunta al cloruro di sodio di solfato di sodio, bisolfato di sodio e solfato ferrico che posti a elevate temperature restituiscono il colore scuro e il sapore pungente.

Altri tipi di sale nero

Il kala namak non è l’unico tipo di sale nero. Il sale nero di Cipro ad esempio, è un sale naturale a cui viene addizionato del carbone vegetale, utile per assorbire i gas intestinali, ma il cui odore rimane neutro e non pungente come il sale indiano. Il sale nero delle Hawaii invece, noto anche come black lava salt, viene lavorato con del carbone durante il processo di essiccazione. Anche in questo caso si ha un effetto sgonfia pancia, ma il colore scuro ha solamente un effetto scenico.

Curiosi di provare il sale nero dell’Himalaya che piace tanto ai vegani? Potete acquistarlo on line oppure nei negozi etnici più forniti. Il suo profumo vi stupirà sicuramente!

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Dopo una Laurea in Ingegneria mi sono allontanata dai numeri e avvicinata a nuove forme di espressione, come la fotografia e la scrittura. Il mio blog, Il Cucchiaio Verde, racchiude entrambe le passioni e ha come filo conduttore uno stile di vita vegetariano.