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Jet privati e inquinamento, qual è l’impatto dei mezzi usati dai super ricchi

Jet privati e inquinamento, qual è l’impatto dei mezzi usati dai super ricchi

L’inquinamento dei jet privati è entrato nel mirino degli ambientalisti, che considerano questi mezzi usati dai ricchi inutilmente dannosi per il clima

Gli aerei sono i mezzi di trasporto più criticati per il loro inquinamento. C’è però una categoria di velivoli che si è fatta una fama ancora più negativa dei voli commerciali che siamo abituati a prendere: i jet privati . Ci riferiamo a quei mezzi di piccole dimensioni a bordo dei quali, nella stragrande maggioranza dei casi, viaggiano persone facoltose per spostarsi con maggiore comodità e più rapidamente.

Negli ultimi tempi, tuttavia, si sono moltiplicate le critiche verso queste abitudini. Il motivo? I super ricchi spesso usano i jet privati per fare tratte brevi o brevissime, spostamenti che potrebbero fare facilmente con auto o treno, provocando un impatto inferiore sul clima.

Jet privati e inquinamento, qual è l’impatto dei mezzi usati dai super ricchi
Foto: Yuri G. @Unsplash

Aerei e riscaldamento globale

Come accennato, tutti gli aerei generano inquinamento. In che modo? In sintesi, contribuiscono ad alimentare il fenomeno del riscaldamento globale dell’atmosfera terrestre, causa a sua volta dei cambiamenti climatici in corso, consumando il carburante che li alimenta e producendo emissioni di gas serra. Soprattutto anidride carbonica (Co2). Le emissioni per chilometro percorso da un aereo sono notevolmente superiori a quelle rilasciate da qualsiasi altra forma di trasporto. Ciò, tuttavia, cambia in base alle dimensioni del mezzo, da quanti passeggeri ci sono a bordo e dalla sua efficienza.

L’inquinamento dei jet privati

In questo quadro, i jet privati si sono fatti una reputazione ancora più nera. Secondo uno studio del 2016, sono responsabili del 4 per cento di tutte le emissioni sprigionate dal settore dell’aviazione mondiale. In quell’anno, è stato stimato che i velivoli privati abbiano sprigionato oltre 33 milioni di tonnellate di gas serra, più dell’intera Danimarca. Per gli esperti dietro questa ricerca, il loro inquinamento sarebbe dalle 5 alle 14 volte più alto dei voli commerciali e 50 volte più impattante dei treni.

Una ricerca di Transport & Environment (T&E), ong che promuove la mobilità sostenibile, ha calcolato che un piccolo velivolo privato produce circa 2 tonnellate di anidride carbonica in un’ora. Per fare un confronto, un cittadino residente nell’Unione Europea produce complessivamente 8 tonnellate di emissioni di Co2 equivalenti in un anno considerando tutti i suoi comportamenti quotidiani.

Le fasi di maggior inquinamento dei jet privati sono la partenza e l’arrivo. “Durante il decollo e l’atterraggio di un aereo – ha spiegato a Bbc Debbie Hopkins, un esperto di decarbonizzazione dei trasporti dell’Università di Oxford – viene usata un’enorme quantità di carburante, indipendentemente dal numero di persone presenti a bordo. In questo modo, una modalità di trasporto già di per sé inquinante (gli aerei commerciali) diventa ancora più negativa (con i jet privati)”.

I mezzi dei ricchi e potenti

Il grande problema dei jet privati è che spesso viaggiano con pochi passeggeri a bordo, se non quasi vuoti. Di conseguenza, le emissioni pro capite sono di gran lunga superiori a quelle degli aerei di linea. Questi ultimi, nonostante “brucino” più benzina in un’ora, trasportano infatti più persone, abbassando la quota di emissioni pro capite.

In occasione della Cop26 di Glasgow, la Bbc ha calcolato l’impatto dei voli privati con cui alcuni capi di stato e di governo sono arrivati in Scozia dal G20 di Roma, appuntamento in agenda nei giorni precedenti. Prendendo in considerazione i consumi di carburante di un Cessna Citation XLS, il più diffuso tra i jet privati, e considerando il massimo impatto sul clima (ovvero che in alta quota le emissioni hanno un effetto maggiore sul riscaldamento globale), è stato calcolato un totale di 11,3 tonnellate di Co2 equivalenti.

Con nove passeggeri a bordo, ciascuno sarebbe stato responsabile di 1,2 tonnellate di Co2 per la tratta dalla capitale italiana a Glasgow. Se invece questi passeggeri avessero viaggiato a bordo di un comune volo passeggeri, il loro impatto sarebbe stato di appena 250 kg di Co2 equivalente a testa.

Abolire i jet privati?

Per queste ragioni i jet privati sono finiti nel mirino degli ambientalisti. E con loro le persone che li usano e, spesso, ne abusano per viaggi brevissimi. Trasferte che, in molti casi, sono fatte per piacere e non per lavoro, dettaglio che fa storcere ancora di più il naso. Tra questi personaggi troviamo soprattutto celebrità della musica e dello spettacolo. Ma non mancano anche imprenditori e politici.

Per far crescere l’attenzione verso questa tematica, sono nati anche account sui social network che calcolano (usando dati pubblici) le emissioni prodotte dai viaggi di super ricchi, pubblicando i risultati e taggando i personaggi in questione. Un esempio è l’iniziativa italiana Jet dei ricchi, portata avanti da alcuni attivisti e presente su Twitter e Instagram. Tra le star messe nel mirino, ci sono l’imprenditore Diego Della Valle, l’ex premier Matteo Renzi, Fedez e Chiara Ferragni, Gianluca Vacchi, Sfera Ebbasta ed Elettra Lamborghini.

Anche per queste iniziative, quello dei jet privati è diventato per qualche giorno uno dei temi dibattuti durante la campagna elettorale per le elezioni politiche 2022 in Italia. E, dall’alleanza tra i partiti Europa Verde e Sinistra Italiana, è arrivata anche una proposta di abolirli, richiesta avanzata anche in altri paesi, ad esempio in Francia.


Marco Rizza
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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food

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