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È italiana la corsa di plogging più lunga del mondo

“Keep Clean and Run for Peace” è l’ecomaratona che ogni anno attraversa una zona diversa d’Italia per sensibilizzare sul tema dell’abbandono dei rifiuti.

La corsa di plogging più lunga del mondo va in scena in Italia. Si chiama “Keep Clean and Run for Peace” ed ogni anno attraversa una zona diversa del nostro Paese con un percorso articolato in più tappe. Obiettivo: sensibilizzare sul problematico tema dell’abbandono dei rifiuti nell’ambiente. Un momento, ma cos’è il plogging? Si tratta di una curiosa disciplina sportiva nata negli ultimi anni che combina la corsa (o un’altra attività fisica come la camminata) con la raccolta dei rifiuti abbandonati individuati lungo il tracciato.

Foto: Stefano Jeantet @Keep clean and run

Keep Clean and Run for Peace: il plogging più lungo del mondo

Keep Clean and Run” è nata nel 2015 e si considera la corsa di plogging più impegnativa in assoluto organizzata in giro per il mondo per chilometri da percorrere. Ideatore di questa competizione che unisce sport e amore per l’ambiente è Roberto Cavallo, divulgatore scientifico ed eco-runner, nonché organizzatore dei Mondiali di plogging, altra manifestazione del settore lanciata nel nostro Paese.

L’ecomaratona coincide ogni anno con l’evento di lancio di “Let’s Clean Up Europe” (LCUE), la campagna di sensibilizzazione europea che raccoglie tutte le azioni di clean-up e di plogging organizzate in Europa, coordinata a livello europeo dall’Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale (Aica).

Ciascuna edizione è dedicata a un tema specifico legato all’abbandono dei rifiuti, dall’inquinamento dei fiumi al marine littering, e abbina alla corsa con guanti e sacchetto dell’immondizia momenti di confronto sull’argomento con le amministrazioni e comunità dei comuni attraversati. Dal 2020, quando si corse nei territori della Grande Guerra tra Veneto e Friuli, al nome della manifestazione è stato aggiunta e mantenuta l’espressione “for peace” perché “un territorio pulito è in pace”.

Le caratteristiche della corsa

Tappe e lunghezza dell’itinerario della corsa di plogging più lunga al mondo variano di anno in anno. L’edizione 2022, dedicata ai rifiuti in mare, ha visto gli eco-runner percorrere 370 chilometri per 12mila metri di salita in sette giorni e per la prima volta ha fatto tappa su due isole, con partenza all’Elba e arrivo sulla spiaggia di Stintino (SS), in Sardegna. Nel 2021 furono 416 i chilometri, da Montignoso (Ms) a Rimini, con 37mila metri di dislivello, lungo la Linea Gotica, quel confine sugli Appennini che ha diviso in due l’Italia liberata dagli Alleati a Sud e i territori ancora occupati dai nazi-fascisti a Nord al termine della Seconda Guerra Mondiale.

Appunti sul plogging

La parola plogging nasce dalla fusione tra tra “jogging” e “plocka upp”, espressione che in Svezia significa “raccogliere”. Proprio nel Paese scandinavo è nata infatti, sempre nel 2015, questa disciplina subito esportata nel resto del mondo e giunta anche in Italia. Uno dei suoi principali promotori è l’ambientalista svedese Erik Ahlström che, trasferendosi dalla località sciistica di Åre a Stoccolma, al suo arrivo aveva avuto la sensazione di essere entrato in una discarica. E da quel momento organizzò gruppi di corridori che iniziarono a ripulire gli itinerari percorsi durante i loro allenamenti. Da quel momento, la disciplina ha conquistato tantissimi sportivi, soprattutto per la sua capacità di mettere in luce la profonda connessione tra la nostra salute e quella dell’ambiente in cui viviamo.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food