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Inquinamento luminoso: gli animali marini non riescono più a mimetizzarsi

L’inquinamento luminoso minaccia ormai interi ecosistemi e, anche per gli animali marini, le nuove luci notturne sono diventate sinonimo di pericolo.

L’inquinamento luminoso è una problematica ambientale del nostro tempo e un recente studio ha certificato che a esserne minacciati sono anche gli animali marini. Il lavoro, pubblicato in Journal of Applied Ecology mostra per la prima volta quanto le moderne luci notturne rendano impossibile ad alcune specie mimetizzarsi. Ciò altera gli equilibri negli ecosistemi e intervenire appare una priorità.

inquinamento luminoso animali marini
Foto: Samuel_Busetto @Pixabay

Lo studio

A concentrarsi su come l’inquinamento luminoso complichi l’esistenza di alcuni animali marini ci ha pensato un team della University of Plymouth. Lo scopo era scoprire come l’uomo abbia alterato i ritmi di nutrizione e riproduzione di alcuni abitanti di tali ambienti, per cui il buio rappresenta il contesto ideale. Il lavoro appare innovativo, poiché è il primo a indagare in modo sistematico su un settore finora poco esplorato. I ricercatori hanno scelto come oggetto di studio tre specie di Littorinidae, piccoli molluschi marini, di diversi colori. Hanno, poi, analizzato come queste interagissero con vari tipi di illuminazione. L’impatto di luce solare e lunare, di lampioni al sodio a bassa e alta pressione, nonché dei più tecnologici LED è stato ugualmente considerato.

Inquinamento luminoso e animali marini

Lo studio ha reso evidente che l’inquinamento luminoso ha un impatto anche sugli animali marini. Le diverse fonti di illuminazione sono, infatti, apparse capaci di influenzare il modo in cui le Littorinidae riuscivano a nascondersi dai predatori. Sotto i lampioni al sodio a bassa pressione, tipici del XX secolo, tutte le specie mantenevano la propria capacità di mimetizzarsi. Quando illuminate da luce naturale, lampioni al sodio ad alta pressione o a LED, invece, le conchiglie di colore giallo risultavano molto più visibili per gabbiani e granchi di quelle marroni o verde oliva. Secondo le previsioni i LED conquisteranno l’85% del mercato dell’illuminazione stradale, per altro in continua espansione, entro 5 anni. Ciò rende i dati emersi dallo studio ancora più significativi.

Intervenire

I dati su quanto l’inquinamento luminoso possa avere un impatto devastante sugli animali marini devono far riflettere. I moderni sistemi di illuminazione sono fra gli elementi che hanno contribuito a far definire la nostra epoca Urbanocene. Essi hanno semplificato la vita all’uomo, migliorandone la sicurezza, ma il loro impatto su fauna ed ecosistemi non può essere ignorato. Lo studio si spinge, dunque, a suggerire anche alcuni potenziali interventi su come mitigare i danni. Lavorare su intensità e quantità delle luci appare una priorità. Regolare l’illuminazione considerando le ore in cui è più utile e necessaria o preferire impianti a fotocellula sono altre valide alternative.

L’inquinamento luminoso rappresenta un problema globale e i dati su come questo si ripercuota sugli animali marini ce lo ricordano. Oggi il 23% della superficie terrestre compresa tra le regioni polari deve fare i conti con notti troppo illuminate e in futuro la situazione è solo destinata a peggiorare. Per una volta, affidarsi alla luce per scegliere la via da seguire, non appare la più saggia delle strategie.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.