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Inquinamento luminoso alle stelle, ed è tutta colpa dei LED

In media l’inquinamento luminoso è cresciuto del 50% con picchi fino al 400% in alcune zone negli ultimi 25 anni.

Avete mai provato l’ebbrezza di alzare lo sguardo al cielo notturno e ammirare lo spettacolo di miliardi di stelle? Negli ultimi 25 anni in particolare è diventato sempre più difficile. L’inquinamento luminoso è in aumento a livello mondiale a ritmi vertiginosi. Secondo una recente ricerca condotta dall’Università di Exeter in Gran Bretagna, la luce emessa dall’uomo è cresciuta in media del 50% negli ultimi 25 anni. E potrebbe trattarsi addirittura di una cifra sottostimata. Il dato tiene in considerazione solo la luce visibile tramite i satelliti in orbita. Per questo i numeri reali potrebbero essere ancora più allarmanti, raggiungendo una media di +270%.

inquinamento luminoso

Gli effetti dell’inquinamento luminoso

Non poter ammirare il cielo notturno nel suo intero splendore è solo il minore degli effetti collaterali che derivano dall’illuminare le nostre città di notte. Ancora non sono interamente chiare tutte le ripercussioni dell’inquinamento luminoso sulle vite di piante e animali, uomo incluso. Per miliardi di anni la vita sulla terra ha fatto affidamento sulla regolarità del ciclo giorno-notte, tanto da divenire una parte integrante codificata nel DNA di innumerevoli specie.

Il turbamento di questo equilibrio avrebbe effetti negativi spesso devastanti, in particolare su animali e insetti notturni. Negli esseri umani, l’esposizione alla luce durante le ore notturne altera i ritmi circadiani e la produzione di melatonina, fondamentale per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Tutta colpa delle luci LED

I risultati della ricerca mostrano tendenze regionali diverse, ma le emissioni di luce notturna sono aumentate praticamente ovunque. Secondo gli scienziati lo studio fornirebbe prova evidente di quanto l’inquinamento luminoso sia diventato un problema globale in continuo peggioramento. Colpa principale di un aumento vertiginoso negli ultimi 25 anni sarebbe l’“impatto nascosto” della transizione alla tecnologia a luci LED.

I LED emettono più luce blu rispetto alle precedenti sorgenti luminose, ma i satelliti sono in genere “ciechi” a questa lunghezza d’onda tendendo quindi a sottovalutare il problema. Correggendo questa carenza, gli scienziati sono convinti che l’aumento reale dell’inquinamento luminoso potrebbe raggiungere addirittura il +270% di media a livello mondiale.

inquinamento luminoso distribuzione
Immagine: University of Exeter

Le zone più colpite dall’aumento dell’inquinamento luminoso

In particolare l’inquinamento luminoso è in costante aumento in Asia, Sud America, Oceania e Africa. In queste regioni alcune zone hanno visto un aumento fino al 400%. In altre regioni come Stati Uniti e Regno Unito si sarebbe registrata una riduzione dell’intensità luminosa ma sarebbe solo un’illusione. “Se si ignora l’effetto del passaggio ai LED si ha la falsa impressione che l’inquinamento luminoso sia diminuito”, ha affermato il dott. Alejandro Sánchez de Miguel che ha lavorato alla ricerca.

Correggendo per la carenza di rilevazione satellitare, il passaggio a luci LED avrebbe portato un aumento generalizzato. Le luci LED quindi forniscono potenzialmente un risparmio energetico ma al costo di un aumentato dell’inquinamento luminoso e del conseguente impatto sugli organismi viventi. Secondo i ricercatori è probabile che proprio questo aumento generalizzato stia avendo un ruolo chiave nel massiccio declino delle popolazioni di insetti.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.