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L’inquinamento causa una morte su sei nel mondo e la colpa è soprattutto dell’aria

L’inquinamento provoca ogni anno la morte di milioni di persone e a preoccupare gli esperti è soprattutto l’impatto della pessima qualità dell’aria.

L’inquinamento è la causa della morte di milioni di persone nel mondo e a mietere il maggior numero di vittime è l’aria inquinata. Il bilancio dai dati inquietanti è stato pubblicato in Lancet Planetary Health e ha fatto scattare ben più di un campanello d’allarme. La mancanza di progressi appare evidente e l’impatto di smog, acque avvelenate e sostanze inquinanti non può più essere sottovalutato.

inquinamento morti aria
Foto: Cottonbro @Pexels

Inquinamento causa di morte

Le vittime dell’inquinamento nel mondo sono ancora troppe. A certificarlo ci ha pensato un’analisi della Lancet Commission on Pollution and Health, che ha tracciato il bilancio basandosi sui dati raccolti nel 2019 dal Golden Burden of Disease. Secondo quanto emerso l’inquinamento sarebbe la causa di 9 milioni di morti l’anno, ovvero di circa un decesso su 6. A determinare la strage peggiore è la cattiva qualità dell’aria, sia indoor, sia outdoor. Questa ha stroncato le vite di 6.7 milioni di persone, pari al 75% del totale. L’esposizione a sostanze chimiche ha, invece, ucciso 1.8 milioni di esseri umani, 900.000 dei quali colpiti da avvelenamento da piombo. Tragico è anche l’impatto dell’acqua contaminata a cui sono stati attribuiti 1.4 milioni di decessi.

Un quadro tragico

Guardare al numero di morti causate dall’inquinamento rende evidente quanto ciò che è stato fatto finora non sia sufficiente. I decessi attribuibili all’inquinamento atmosferico e alle sostanze tossiche sono aumentati del 7% dal 2017 e ben del 66% dal 2000.  Ciò è dovuto al continuo incremento dell’impiego dei combustibili fossili, alla popolazione mondiale in costante crescita e all’urbanizzazione dilagante. Progressi importanti sono stati raggiunti nei processi di sanificazione delle acque, ma la strada è ancora lunga. L’impatto dell’inquinamento non conosce per altro principi di equità. Il 92% delle morti avviene, infatti, nei Paesi a basso reddito.

Agire

Il nuovo report ha mostrato che intervenire per mitigare i danni è d’obbligo. A essere necessaria è, in primis, una stretta collaborazione tra scienza e politica. Per evitare che l’inquinamento continui a essere una causa di morte tanto rilevante le autorità sono chiamate a considerare il monitoraggio di aria, acqua e ambiente, una priorità. Rendere le informazioni pubbliche potrebbe, poi, aiutare a coinvolgere la popolazione. Siamo di fronte a una problematica globale, capace di trascendere i confini nazionali. La messa a punto di progetti condivisi a livello internazionale è dunque imprescindibile. L’aumento dei fondi per migliorare la situazione dei Paesi in via di sviluppo non è un fattore da cui si può prescindere. Combattere l’inquinamento significa, per altro, fare passi avanti nella lotta alla crisi climatica e ciò non è trascurabile.

Mentre le attività dell’uomo stanno compromettendo la qualità di acqua, aria e suolo, guardare al numero di morti provocate dall’inquinamento con angoscia è inevitabile. Oggi tali perdite causano un danno economico di 4.6 trilioni di dollari. Gli stimoli per fermare questo processo di auto-avvelenamento, se mai ne servissero, sembrano insomma essere più che sufficienti.

Fonti: The Lancet Planetary Health

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.