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Impronta idrica: un hamburger di manzo consuma 15 volte più acqua di uno di soia

Il confronto tra l’impronta idrica degli hamburger di carne e delle alternative vegetali è impietoso e in siccità l’indifferenza non appare un’opzione.

Limitare il consumo di acqua è per molti una priorità, ma guardando all’impronta idrica degli hamburger, ricordare i buoni propositi diventa complicato. La quantità d’acqua necessaria per portare sulle nostre tavole la carne è, infatti, esorbitante e le alternative vegane appaiono le uniche sostenibili. La soia sembra, allora, diventare la nostra migliore opzione, ma non farsi ingannare dalle apparenze e fare acquisti ponderati resta fondamentale.

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Foto: blende12 @Pixabay

L’impronta idrica degli hamburger di carne

La nostra passione per gli hamburger è, purtroppo, connessa al consumo di una grandissima quantità di acqua. Gran parte dell’impiego della risorsa è attribuibile all’allevamento. Produrre mangimi, tenere in vita gli animali e smaltirne i rifiuti sono, infatti, processi dispendiosi dal punto di vista idrico. La macellazione non è da meno. Aggiunti i numeri relativi a packaging e trasporto si ottiene, dunque, un quadro sconfortante. Per produrre 1 kg di carne di manzo sono, allora, necessari 15.400 l di acqua e per ottenere un hamburger da 150 g da essa il valore sfiora i 2.400 l. In media si tratta dell’equivalente di un mese di docce da 5 minuti. L’impatto di pollo e maiale risulta meno drammatico, ma, comunque, non sostenibile.

Gli hamburger di soia

Di fronte ai dati sull’impronta idrica dei cibi trovare delle alternative agli hamburger di carne sembra essere una priorità e il mondo del veg offre un’ampia scelta. Le colture, per quanto richiedano l’impiego di ingenti quantità d’acqua per l’irrigazione e per le altre fasi che portano al prodotto finito, si dimostrano molto più sostenibili dal punto di vista idrico. Per produrre 1 kg di fagioli di soia sono dunque necessari 1.800-2.000 l d’acqua, mentre per un hamburger da 150 g con questo legume come base, ne servono circa 160. Il risparmio arriva dunque a superare il 90%.

Un confronto impari ma…

Il confronto fra l’impronta idrica degli hamburger di carne e quella degli hamburger di soia non lascia spazio a dubbi. Guardando al consumo di acqua relativo ai valori nutrizionali lo squilibrio appare ancora più netto. Per ottenere 1 g di proteine dalla carne di manzo sono, allora, necessari 112 l di acqua, mentre per i legumi ne bastano 19. Per 1 kcal il bilancio è di 10.19 l a 1.19 l. Cautela e consapevolezza rimangono, comunque d’obbligo. È necessario, infatti, ricordare che la soia è, per la maggior parte, importata. Trascurare l’impatto del trasporto non è, quindi, possibile. Orientarsi verso il km 0 e il biologico rimane, quindi, sempre consigliabile.

Paragonare l’impronta idrica di un hamburger di carne a quella di un burger di soia fa riflettere. Oggi ogni abitante del mondo consuma in media 3.975 l di acqua al giorno e cercare di ridurre questo dato è vitale. Forse, davanti a un pianeta che boccheggia, provare un po’ più di interesse per le alternative meat-free diventa persino più facile.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.