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Impatto della cannabis: ecco gli effetti sull’ambiente

L’impatto della cannabis è significativo. Coltivarla richiede acqua ed energia, ma le possibilità per rendere le operazioni più sostenibili sono molte.

Fare uso di cannabis è ormai legale in molti stati e la filiera che si sviluppa intorno a questo prodotto costituisce oggi un’industria redditizia. L’impatto della cannabis sull’ambiente non è, però, trascurabile. I consumi in termini di acqua ed energia sono notevoli, così come l’apporto a emissioni e inquinamento. Le possibilità di intervento sono molte e il dibattito è più che mai acceso.

Impatto della cannabis

Acqua ed energia:

L’impatto della cannabis sull’ambiente non può essere considerato nullo. A creare problemi è, in primo luogo, la quantità d’acqua necessaria alla marjuana. Durante la stagione di crescita in California, per esempio, ogni pianta ne richiede 22 l al giorno. Questo porta il consumo a 3 miliardi di litri per Km2 di coltivazione in serra tra giugno e ottobre. Far crescere questi vegetali comporta, poi, un grande consumo energetico. In serra è, infatti, necessario alimentare lampade ad alta intensità, umidificatori e sistemi di riscaldamento. Negli USA tale settore consuma l’1% dell’elettricità totale impiegata nel Paese, ovvero la quantità necessaria ad alimentare 92.500 case per un anno.

Emissioni e inquinamento:

L’impatto della cannabis sull’ambiente non coinvolge solo l’acqua. A generare dubbi sulla sostenibilità di questa filiera sono anche le emissioni. Due terzi della molta elettricità impiegata nelle serre, infatti, sfrutta i combustibili fossili. Per ottenere 450 g di marjuana vengono, dunque, rilasciate 1.95 tonnellate di CO2, ovvero la stessa quantità assorbita da più di 6000 m2 di foresta in un anno.  William Vizuete della University of North Carolina ha, poi, spiegato che le coltivazioni liberano VOC, in grado di creare seri problemi di salute. Le coltivazioni outdoor richiedono meno energia e risorse, ma, soprattutto se non autorizzate, impiegano spesso pesticidi e altre sostanze chimiche pericolose.

Possibilità:

Le soluzioni per ridurre l’impatto della cannabis sull’ambiente non mancano. Sarebbe in primo luogo necessario puntare sulle energie rinnovabili. Van Butsic del Cannabis Research Center di Berkeley ha, inoltre, spiegato che esistono efficienti tecnologie per catturare i VOC prima che entrino nell’atmosferaPerché possano affermarsi e progredire, servirebbero, però, studi a lungo termine e, quindi, un riconoscimento legale. A rendere l’industria meno eco-friendly contribuiscono, infatti, i molti coltivatori non autorizzati. Jennifer Carah del Nature Conservancy of California ha ammesso che eliminarli del tutto è impossibile. Rimuovere i divieti permetterebbe, però, di fissare degli standard, volti a promuovere pratiche ambientali sostenibili.

Comprendere l’impatto della cannabis sull’ambiente non è oggi del tutto possibile. Quello che è certo è che, come in molti altri campi, sono necessari interventi immediati. Gli studi sull’uso medicinale della cannabis stanno progredendo e oggi questa filiera vale miliardi di dollari. La strada è ancora lunga e, di nuovo, la difficoltà maggiore sembra essere imboccarla.

REDAZIONE
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