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Il finocchio: proprietà, controindicazioni e curiosità

Antiossidante grazie ai flavonoidi e la vitamina C, il finocchio è una verdura dalle molte proprietà, oltre che prestarsi ad una miriade di impieghi in cucina.


Le origini

Dalla consistenza croccante e dal sapore leggermente dolce, il finocchio, un ortaggio di origini medio orientali che ha avuto grande diffusione e sviluppo nel bacino mediterraneo solo nel tardo medioevo acquistando, nella cucina italiana, un posto tra i vegetali freschi acquistabili dal mese di Ottobre a Maggio. La più conosciuta è la varietà ‘dolce’, maggiormente coltivata rispetto alla versione selvatica (il finocchietto), di cui sono commestibili tutte le sue parti: il bulbo, parte bianca del finocchio, il fusto, le foglie e i semi.

Il Finocchio: proprietà, controindicazioni e curiosità

Proprietà e controindicazioni

Il finocchio gode di proprietà antidiuretiche, depurative e digestive, a questo proposito i suoi semi vengono spesso utilizzati per la preparazione di tisane o masticati soli dopo i pasti; questi possono essere usati interi o sminuzzati per condire insalate, verdure, ma anche come aromatizzante per dolci e pane; sono considerati un rimedio naturale in caso di tosse, mal di gola e infiammazione ai bronchi.

Il finocchio è ricco di flavonoidi e vitamina C grazie ai quali è possibile attribuirgli proprietà antiossidanti, che aiutano a contrastare l’attività dei radicali liberi, è inoltre ricco di sali minerali, tra cui fosforo, ferro, calcio e soprattutto di potassio, circa 414mg su 100g, la cui dose giornaliera raccomandata ad un persona adulta è di circa 3 g al giorno, per le donne incinte di 5g giornalieri e per i bambini si va dagli 800mg per quelli di 3 anni circa, ai 2g al giorno per bambini di 10 anni.

In fitofarmacia è indicato per problemi di pesantezza allo stomaco, flatulenza, meteorismo, per coliti e grazie all’attività estrogenica è utile contro problemi mestruali con funzione di riequilibrante naturale dei livelli di ormoni femminili. Bisogna però essere molto attenti alla quantità di finocchio assunto in quanto può manifestare infiammazioni gastrointestinali che, in soggetti ipersensibili, possono causare segni di allergia con irritazioni e prurito a bocca, lingua e gengive. Le maggiori precauzioni si devono prendere se si fa uso dell’olio essenziale di finocchio il quale, oltre a non essere indicato in età pediatrica, può essere la maggiore causa di irritazione, in modo particolare per le persone allergiche alle mele. Un’ulteriore attenzione è necessaria in caso di assunzione di alcuni antibiotici (come la ciprofloxacina) in quanto l’estratto secco di finocchio sembra ridurne l’efficacia.

Usi e curiosità

Utilizzato sia cotto che crudo, il finocchio può essere protagonista di vari piatti, dai finocchi gratinati al forno con la besciamella, ai primi piatti di pesce, alle zuppe o ancora nelle insalate. Il finocchio è un ortaggio comune anche nella cucina indiana dove viene utilizzato per la preparazione del masala chai, tè preparato con acqua, latte e varie tipologie di spezie tra cui appunto anche i semi di finocchio; la loro cultura inoltre prevede la masticazione dei semi, dopo i pasti, in un mix di confetti colorati. Un tempo il finocchio veniva servito crudo prima di offrire vino di pessima qualità, ma anche aggiunto ad alimenti non propriamente freschi per mascherare odori sgradevoli, ed è proprio da questa consuetudine che deriva il termine ‘infinocchiare’.

Fonti: Cure-naturali – My-personaltrainer – Wikipedia

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