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Il curioso caso dell’Arancio Bizzarria, l’agrume dei De Medici

La curiosa storia dell’Arancio “Bizzarria”, Citrus x aurantium bizzarria, una varietà di agrume ritenuta estinta e riscoperta negli anni Settanta.

La natura è strana e meravigliosa. Ci sono un sacco di esempi, ma quello dell’Arancio “Bizzarria” (Citrus x aurantium bizzarria) è davvero particolare. Già nel Rinascimento aveva catturato l’attenzione di studiosi, artisti e sovrani, tanto che questo speciale agrume entrò a far parte della collezione Medicea e divenne il fiore all’occhiello del giardino di Villa Castello a Firenze.

Speciale agrume Arancio Bizzarria

L’Arancio “Bizzarria”

L’Arancio “Bizzarria” è un albero da frutto particolare. E’ un ibrido – Stefano Mancuso lo chiama “chimera” – che sembra essere ottenuto dall’incrocio tra l’arancio amaro, il cedro e il limone. Produce degli agrumi molto rari che hanno le caratteristiche di tutti e tre i frutti delle piante da cui deriva.

La scorza è bitorzoluta, di colore giallo, arancione e verde. Anche il gusto è particolare, in linea con la pianta da cui nasce. Infatti, è molto amaro. La maturazione dei frutti va dai primi di dicembre fino a febbraio e a marzo. La fioritura è molto profumata, tanto che tutt’ora è una pianta molto apprezzata.

La scoperta

Le prime descrizioni dell’Arancio “Bizarria” le dobbiamo a Pietro Natidirettore dell’orto botanico di Pisa. L’agrume era stato scoperto nel 1644 nel giardino della villa di Torre degli Agli del marchese Don Lorenzio Panciatichi.

L’origine di questa pianta è stata oggetto di un lungo dibattito all’interno della comunità scientifica. L’ipotesi della sua nascita è attribuibile ad un innesto, ma non si esclude anche un’origine dovuta a mutazioni cellulari.

Scomparso e poi ritrovato

L’Arancio “Bizzarria” entrò a far parte delle collezioni medicee di Villa Castello. Qui ebbe dimora fino a che la “limonaia” della Villa medicea fu trasformata in un ospedale per i soldati feriti durante la Prima Guerra Mondiale. Per tanti anni si è temuto il peggio e che la varietà particolare di agrume fosse scomparso, come era accaduto ad altre piante.

Giardino di Boboli

Per fortuna, i peggiori timori scomparirono negli anni Settanta. In quel periodo, l’Arancio “Bizzarria” fu ritrovato e i suoi frutti furono propagati da Paolo Galeotti. Ora si trovano esemplari in collezioni private e pubbliche, come quella di Boboli.

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Una passione per la natura coltivata fin da piccolo mi ha condotto a studiare Scienze dell’Ambiente e della Natura ma, in seguito ad un sogno rivelatorio (se si vuole credere a questa versione), mi sono ritrovato con carta, penna ed un sogno nel cassetto.