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Il cambiamento climatico rende più aggressivi gli squali in Australia?

Nel 2020 gli squali in Australia sono stati particolarmente attivi. Gli scienziati ipotizzano che a renderli più aggressivi sia il cambiamento climatico.

Durante quest’ultimo anno gli squali in Australia sono tornati a fare paura. I dati sulle vittime delle loro aggressioni, infatti, sono stati del tutto anomali e gli scienziati stanno cercando una spiegazione. Tra le ipotesi al vaglio la più accreditata è che il cambiamento climatico influisca sul comportamento degli squali. Non si tratta certamente dell’unico fattore in gioco ma il futuro appare comunque preoccupante.

Squali Australia

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I dati anomali:

Durante il 2020 gli squali in Australia hanno causato la morte di ben 7 persone. Fra queste figurano anche due uomini i cui corpi non sono stati ancora ritrovati: un surfista scomparso a ottobre e un sub sparito a gennaio. Negli ultimi decenni la media di decessi dovuti all’aggressione di squali in Australia è stata di uno all’anno, Nel 2019, per altro, non se ne erano verificati. Per trovare dati così alti bisogna tornare al 1934 e, perché il numero venga superato, al 1929. In quell’anno record le vittime degli squali furono infatti 9. Gli attacchi si sono verificati in zone molto diverse dell’Australia, fra cui Queensland e South Wales.


L’azione del cambiamento climatico:

Secondo gli studiosi a influire notevolmente sugli squali in Australia sarebbe il cambiamento climatico. La temperatura e l’acidità degli oceani aumentano e interi ecosistemi vengono distrutti o alterati. Nel sud-est dell’Australia le acque si scaldano quattro volte più velocemente della media. Ora le condizioni permettono ai pesci, che prima migravano seguendo la Corrente Orientale Australiana, di stanziarsi in un solo luogo. Gli squali si limitano a seguire il nutrimento. Lo squalo bianco, per esempio, cercando zone di acqua fresca ricche di prede, si è spinto vicino alle coste del Nord. Lo squalo tigre, invece, è arrivato fin nei pressi di Sydney.

Altri fattori e futuro:

A determinare il picco di aggressione di squali in Australia non è stato solo il cambiamento climatico. Culum Brown professore alla Macquarie University ha sottolineato che molto è dovuto al caso. Pare, infatti, che negli anni scorsi vi fosse sempre una persona qualificata ad assistere all’attacco. Il punto della ferita, poi, è determinante. Nel 2020, inoltre lo smartworking da pandemia e il caldo anomalo, hanno fatto sì che la gente trascorresse molto più tempo in acqua. Robert Harcourt, esperto di squali, afferma comunque che in futuro dobbiamo aspettarci movimenti ancora più intensi. Gli squali in Australia cercano solo un habitat favorevole ed è inevitabile che entrino in contatto con l’uomo che sfrutta sempre più l’oceano.

È doveroso ricordare che un singolo anno non è sufficiente per determinare un trend e che, quindi, ne sapremo di più in futuro. Le vicende degli squali in Australia, però, ci ricordano quanto possa essere fragile l’equilibrio naturale e quanto possa rivelarsi pericoloso alterarlo. Non è il caso di farsi prendere dal panico, ma, complice di certo anche il bagaglio cinematografico, provare una certa inquietudine sembra inevitabile.

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