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Il caffè ai funghi potrebbe essere un nuovo trend salutistico

Se il caffè ai funghi dovesse diventare il nuovo trend salutistico? Sono tre quelli più utilizzati: il reishi, il chaga e il cordyceps, ognuno con le sue particolari proprietà.

L’idea di un caffè ai funghi potrà sembrare una trovata – per alcuni magari non proprio invitante – modaiola recente. In realtà però la medicina cinese ha da secoli questo preparato tra i suoi principi curativi. Addirittura durante la seconda guerra mondiale i funghi sarebbero stati sostituiti al più caro e raro caffè in polvere, ma questa è un’altra storia. In ogni caso questo nuovo trend può essere molto interessante.

Il caffe ai funghi potrebbe essere un nuovo trend salutistico

Come si fa il caffè ai funghi

Il principio è molto semplice, basta unire la polvere dei funghi medicinali con quella di caffè. Non stiamo parlando di funghi che tradizionalmente useremmo in cucina, niente porcini o finferli, piuttosto si parla del reishi, del chaga e del cordyceps, tre varietà famose nella medicina tradizionale cinese.

Il caffe ai funghi potrebbe essere un nuovo trend salutistico

L’idea è quella di sfruttare le proprietà di questi funghi in combinazione con il caffè mattutino:

  • Il fungo raishi dovrebbe essere ottimo per migliorare il proprio sistema immunitario e potrebbe avere effetti benefici sulla pressione bassa e aiutare con le allergie, almeno secondo la medicina tradizionale cinese.
  • Il cordyceps invece, secondo uno studio svolto qualche anno fa dal Center for Human Nutrition, conterrebbe delle sostanze utili a rinvigorire il corpo e migliorare le prestazioni sportive.
  • Ultimo ma non ultimo il chaga, che proteggerebbe il fegato, dovrebbe stimolare il sistema immunitario e ridurre le infiammazioni.

Essendo più dei preparati fitoterapici che dei semplici alimenti sono da acquistare e utilizzare con la supervisione e consigli di un esperto. D’altronde, dopo il caffè all’aglio e quelli ancora più bizzarri, dovremmo ormai essere pronti a tutto.

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.

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