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Il biologico può garantire il futuro dell’agricoltura?

Grazie al biologico si potrebbe garantire il futuro dell'agricoltura, assieme ad un terreno più sano e ricco di biodiversità. Lo dicono gli scienziati della Cornell University.

Produrre biologico significa garantire un futuro all’agricoltura, ne sono convinti i ricercatori della Cornell University, che hanno recentemente pubblicato uno studio sulla rivista Agricultural Systems. Gli scienziati hanno non hanno solo valutato l’impatto a breve termine dei metodi bio sulla salute del terreno, ma anche a distanza di un decennio, grazie al progetto Cornell Organic Grain Cropping Systems Experiment.

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Gli effetti positivi a lungo termine dell’agricoltura biologica

Che il biologico sia una pratica che punta alla sostenibilità a lungo termine e alla salute del terreno non è esattamente una novità: diversi studi hanno confermato negli anni che l’impatto del bio è positivo per gli organismi che vivono nel terreno, organismi che a loro volta possono aiutare le piante. Parliamo del rendere biodisponibili certi nutrienti, competere con specie invasive e dannose, modificare la consistenza stessa del suolo così che le radici affondino meglio nel terreno, e così via.

Quello che emerge da questo nuovo studio, intitolato «Legacy effects of contrasting organic grain cropping systems on soil health indicators, soil invertebrates, weeds, and crop yield», va oltre, prendendo in considerazione un periodo di tempo più ampio. La ricerca indaga l’impatto a lungo termine di pratiche biologiche nel terreno, e per fare questo gli scienziati hanno utilizzato quattro combinazioni diverse di tecniche e prodotti agricoli certificati come bio. L’obiettivo era chiaro: capire se il biologico potrà garantire un futuro all’agricoltura

Le conclusioni a cui sono arrivati gli scienziati sono molto positive: il terreno è cambiato sotto molti punti di vista, dalla stessa composizione chimica alla popolazione di erbacce, passando per le proprietà biologiche e meccaniche per arrivare agli insetti non dannosi. Tutti questi parametri sono migliorati in maniera sensibile, cosa che si è tradotta anche in una maggiore fertilità del terreno e, di conseguenza, un raccolto più abbondante.

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