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Il biologico ha un problema con la plastica?

Il biologico potrebbe avere un problema con la plastica, sia da un punto di vista produttivo, utilizzandola nei campi, che da un punto di vista commerciale, con confezioni non sempre ecocompatibili.

Nel mondo del biologico la plastica potrebbe essere un problema, non solo quando si pensa alle confezioni del supermercato, ma anche dal punto di vista dei campi: in pochi infatti sanno che alcune coltivazioni possono richiedere l’utilizzo di ampi teli di plastica, in grado di aiutare le piante ma, allo stesso tempo, pesando sull’ambiente. Del resto è una delle tecniche più apprezzate per liberarsi dalle erbacce senza l’utilizzo di erbicidi di sintesi.

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Perché si usa la plastica nell’agricoltura biologica?

È bene tenere a mente che gli ampi teli di plastica sono utilizzati principalmente quando gli agricoltori sono impegnati nella coltivazione di ortaggi, come per esempio i pomodori: il terreno viene lavorato e predisposto per accogliere i germogli delle piante, ma prima di trasferirle la fascia di terreno viene coperta da una aderente coperta sintetica. Solo dove verranno collocate le piante verranno praticati alcuni buchi, il resto rimarrà coperto.

Lo scopo di questi enormi teli di plastica, usati anche nell’agricoltura convenzionale, è quello di aiutare la crescita rigogliosa degli ortaggi: il materiale sintetico trattiene l’umidità nel suolo, facendo risparmiare sull’acqua, allo stesso tempo proteggendola dagli eccessi di pioggia che possono trascinare via le parti più superficiali del terreno.

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Un altro grande vantaggio di questa tecnica è l’impedire la proliferazione di erbacce: togliendo la possibilità a piante diverse dagli ortaggi di arrivare alla luce, i contadini possono utilizzare meno erbicidi nei loro campi. Recentemente è stata proposta una possibile soluzione al problema anche in Italia, con l’impiego capillare di plastiche biodegradabili, adatte al compostaggio.

La plastica nelle confezioni del biologico

Nel ciclo produttivo di un ortaggio biologico anche l’arrivo al supermercato può essere segnato da un eccessivo utilizzo di plastica. Questo però, spesso e volentieri, non è causato dal contadino ma dal distributore, o dalla catena stessa di supermercati, che per praticità e evitare confusione con frutta e verdura convenzionali, opta per confezioni specifiche per questo tipo di prodotti.

Anche su questo fronte però si stanno facendo enormi passi avanti, con un impiego sempre più diffuso di bioplastiche, che con l’aumentare della domanda negli ultimi anni stanno diventando più comuni e economiche. C’è ancora molto da fare, ovviamente, ma la strada sempre assolutamente quella giusta.

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