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Il 60% del caffè selvatico è a rischio di estinzione

Secondo una ricerca del Royal Botanic Garden di Kew più della metà delle specie di caffè selvatico a rischio. Colpa di deforestazione, cambiamento climatico e parassiti.

Il caffè selvatico è a rischio. Secondo i ricercatori della Royal Botanic Gardens di Kew, in Inghilterra circa il 60% delle specie di caffè selvatico prese in considerazione sarebbe considerabile a rischio estinzione nei prossimi anni. I risultati arrivano da uno studio durato due decenni che ha analizzato la situazione di 124 specie di caffè selvatico differenti. Le notizie non sono incoraggianti per il nostro compagno di colazione preferito.

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Rischio estinzione per caffe selvatico

Rischio estinzione per il caffè selvatico

Come avviene per diverse specie animali il cui destino è pericolosamente incerto, anche il caffè è entrato in una speciale «lista rossa» della Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. La lista contiene tutte quelle specie che, per un motivo o per l’altro, rischiano di sparire da pianeta. Nella «lista rossa» è compresa anche la versione selvatica dell’arabica, la tipologia di caffè più utilizzata per le bevande nel mondo.

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I ricercatori hanno lavorato direttamente sul campo in diverse regioni del mondo dove il caffè selvatico cresce spontaneamente, principalmente in diverse zone dell’Africa e sull’isola del Madagascar. Secondo i modelli computerizzati elaborati, dai dati in possesso il cambiamento climatico potrebbe ridurre il suolo disponibile alle coltivazioni. Zone come l’Etiopia, il luogo d’origine del caffè arabica, potrebbero veder sparire larga parte delle zone coltivabili, fino all’85%, entro la fine del secolo.

Il caffè come bene di lusso

Il colpevoli sono i soliti noti: deforestazione, cambiamento del clima e, recentemente, un incremento dell’attività di funghi patogeni che attacca le piante. Col rischio di veder sparire parte delle piante selvatiche il futuro non è certo dei più incoraggianti per chi ama bere il caffè. Sebbene sarebbe teoricamente possibile muovere le coltivazioni in zone dove il clima risulterebbe più favorevole, per le piante selvatiche questo panorama non sarebbe possibile. Oggi circa il 60% del caffè bevuto nel mondo fa affidamento sulle coltivazioni di Arabica, mentre il restante 40% circa ha origine dalla Robusta.

caffe come bene lusso

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Le piante selvatiche tuttavia rappresentano un bacino fondamentale per la diversità biologica della specie. Più una specie è differenziata, più risulta resistente alle sfide della natura, come parassiti e mutamenti dell’habitat. Un così forte impoverimento del caffè in così breve tempo metterebbe a rischio la sostenibilità a lungo termine dell’intero settore. Secondo i ricercatori tra le piante minacciate di estinzione potrebbero esserci quelle che, potenzialmente, potrebbero salvare il caffè in futuro.

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