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Hot Pot, la fonduta cinese

L’hot pot è una specialità asiatica, il cui elemento principale è il brodo, in cui vengono cotti per immersione diversi elementi. La sua nascita è legata alla povertà e al recupero degli ingredienti.

La cucina cinese è una delle più popolari e di tendenza, soprattutto nelle grandi città. L’hot pot è una pietanza arrivata a noi grazie alla diffusione di ristoranti che seguono la più fedele tradizione cinese. Si tratta di una pentola di brodo in cui vengono cotti diversi ingredienti; la condivisione con gli altri commensali è l’ingrediente segreto di questa specialità.

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Cos’è l’hot pot e come si mangia?

La pentola dell’hot pot, posizionata al centro del tavolo e mantenuta calda da un fornelletto, contiene del brodo, che può essere di sole verdure, a base di carne o pesce. Molto spesso la pentola è divisa in due, così da separare i brodi a base animale oppure molto piccanti. Insieme al brodo si ordinano diversi ingredienti da cuocere: i più frequenti sono frutti di mare, fette di carne, funghi, ravioli e spaghetti. Ogni commensale ha le sue bacchette e un piccolo mestolo da immergere nel brodo. Sono utili anche diverse ciotoline, contenenti salse di diverse tipo; le più comuni sono salsa di soia, olio di sesamo e salsa piccante.

cos’è Hot Pot

Essendo un pasto, consumato in compagnia, esistono delle regole da rispettare per gustare l’hot pot. Innanzitutto, si ordinano più piatti e si condivide tutto; non si rubano dal brodo gli ingredienti messi a cuocere da altri commensali e, soprattutto, non si cuociono gli stessi a metà in un brodo e poi nell’altro: potrebbero esserci persone allergiche oppure vegetariane. Sarebbe, inoltre, utile utilizzare due diverse bacchette per i cibi cotti e i cibi crudi, evitando così contaminazioni. Infine, il brodo andrebbe consumato liscio a fine pasto: bisogna però fare attenzione, nel caso in cui si sia cotta all’interno molta carne grassa, in quanto questo risulterà pesante e molto concentrato.

La storia dell’hot pot e le sue varianti

L’hot pot nasce in Mongolia, dove l’ingrediente principale era rappresentato dalla carne, solitamente manzo, montone o cavallo. Si è poi diffuso in Cina, modificando alcune sue componenti in base alla regione e incorporando ingredienti sempre più diversificati. Durante la dinastia Qing (1644-1912), l’hot pot si è affermato come uno dei piatti più popolari del paese.

storia hot pot

L’hot pot si è poi diffuso in tutta l’Asia, come pasto di recupero: sulla base degli ingredienti a disposizione, le famiglie delle diverse aree ne hanno modificato la ricetta. Una variante cinese è chiamata Chongqing Ma La e prevede l’aggiunta del pepe di Sichuan; questa è particolarmente piccante e include la carne di montone. In Giappone si chiama Sukiyaki: una pentola di brodo, preparato con salsa di soia, zucchero e miri ossia aceto di riso, in cui gli ingredienti vengono cotti, per poi essere mischiati insieme a dell’uovo sbattuto in una ciotola separata. Lo Shabu Shabu, molto simile, usa, invece, un brodo preparato con dashi, dado giapponese preparato con alga kombu e katsuobuoshi (tonno secco fermentato). La carne o le verdure vengono immerse nel brodo, agitando il tutto e provocando quel fruscio da cui deriva il nome. Gli avanzi vengono uniti al riso, così da non buttare nulla.

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