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Home farm: quando una casa di riposo si tinge di verde

Piante di ogni tipo, frutta ed ortaggi, tutti biologici ovviamente; ecco di cosa si occuperanno gli anziani che abiteranno la prima fattoria urbana.

Il progetto Home farm, proposto dallo studio Spark Architect ha già qualche anno, esso è stato infatti presentato alla conferenza Retirement Living World China del 2014 e premiato al World Architecture Festival del 2015 nella categoria Experimental Future Project dove ha dimostrato di essere un’idea geniale: unisce l’utile al dilettevole ed è realizzabile in diverse parti del mondo, a partire da Singapore, dove si costruirà il primo prototipo.
Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Home farm: quando una casa di riposo si tinge di verde

L’agricoltura come terapia

Innanzitutto chiariamo il concetto di fattoria urbana: l’Home farm consiste in una casa di riposo dove gli anziani potranno passare il loro tempo coltivando e producendo cibi biologici che poi verranno consumati da loro stessi all’interno della residenza. Un buon modo per mantenere attivi e vitali gli ospiti fattoria, che sicuramente trarranno benefici dalle varie attività poiché, si sa, ad una certa età sentirsi utili per sé stessi e per gli altri aiuta ad affrontare serenamente la vecchiaia; senza contare che mangiare cibo biologico, privo di pesticidi, sarà una manna per la loro salute.

L’agricoltura come terapia

Un oasi verde, fatta di orti e palazzi «vegetali»

Architettonicamente parlando il progetto vede uno sviluppo verticale, con la creazione di muri vegetali fatti di ortaggi commestibili e di pareti ricche di arbusti, fioriere e piante che «esplodono» a cascata. Tutti i palazzi (che fungeranno da abitazione per gli anziani) sorgeranno intorno ad un orto condiviso e avranno un sistema di coltivazione acquaponico, dunque basato sull’acquacoltura e sulla coltivazione senza l’uso della terra; inoltre sopra ognuno di essi, nei tetti, vi saranno dei rigogliosi giardini con la funzione di sale ricreative. Punta di diamante del progetto è il mercato ortofrutticolo dove lo staff della casa di riposo stessa potrà vendere i prodotti avanzati e gestire con il guadagno la struttura stessa che dunque si auto sostiene.

Un oasi verde, fatta di orti e palazzi «vegetali»

Singapore è la città prescelta

Perché proprio Singapore? Ciò che rende unica la casa di riposo del futuro è il fatto che essa affronta e risolve in un colpo solo più problemi: da un lato permette agli anziani, sempre più numerosi nella città dell’Oriente dove il progetto avrà vita, di vivere serenamente e in salute, e dall’altro crea utilissimi spazi verdi, fonte di cibi locali (si conti che Singapore il 90% degli alimenti) e vera e propria ricchezza in una grande metropoli.

Chissà che un giorno le green farm della terza età non siano ovunque e che anche noi coltiveremo i nostri pomodori sulla parete del nostro palazzo!

Fonti: lastampa.it – laveritàdininconanco.org – architetti.com

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Allegra di nome e di fatto, ho 22 anni, studio Scienze Gastronomiche e non so ancora cosa fare della mia vita se non girare il mondo per riempirmi gli occhi e la bocca di cose buone.