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Greenpeace: 5 buoni propositi ecofriendly per il 2021

L’ONG sollecita dei cambiamenti per avere più salute, energia green, qualità della vita in città, agricoltura ecologica e per ridurre la plastica

Per auto-spronarci a fare qualcosa di più per l’ambiente in questo 2021, è sufficiente riflettere sull’anno appena concluso. L’emergenza Covid-19 ha fatto emergere i rischi nascosti dietro la rottura degli equilibri nella convivenza tra uomo e animali. La devastazione di ecosistemi naturali e l’aumento della prossimità tra aree urbane e zone selvatiche non farà che incrementare i rischi pandemici legati ai salti di specie dei virus. La straordinarietà di questa situazione ci ha fatto capire quanto siamo legati all’ambiente. Ha resettato e spinto a ripensare molti aspetti delle nostre vite: come ci spostiamo, come lavoriamo, cosa mangiamo, quanto verde abbiamo intorno, ecc.

GreenPeace buoni propositi 2021

In questo 2021 possiamo iniziare a mettere a frutto queste riflessioni cercando di cambiare le nostre abitudini in maniera ecofriendly. Ma anche a chiedere ai decisori politici scelte coraggiose che, anziché ripristinare il vecchio sistema economico fondato su attività inquinanti e distruttive, pongano le basi per consegnare alle future generazioni un mondo verde, sicuro e pacifico. Proprio a questo scopo, l’organizzazione ambientalista Greenpeace suggerisce cinque buoni propositi, declinati sia come macro-cambiamenti auspicabili, che come propositi da formulare a livello personale.

1)Più pace e salute

Greenpeace chiede che i fondi annualmente investiti in armamenti e nelle attività ambientalmente dannose siano spesi per rafforzare il nostro sistema di welfare e sanitario, mettendo la sicurezza, la salute e il benessere dei cittadini al centro. Per sollecitare un cambiamento in questo senso, ciascuno di noi dovrebbe iniziare a scegliere solo investimenti etici, chiedere alla nostre banche se investono in armi, sostenere il microcredito che aiuta le imprese sociali che operano nel settore sanitario e rivolgersi all’imprenditoria sociale.


2)Più energia green

È uno dei temi più caldi. Non a caso gran parte del Next Generation Ue, il piano di aiuti economici varato dall’Unione Europea per favorire la ripresa dei Paesi membri colpiti dalla pandemia, destinerà gran parte delle sue risorse finanziarie alla transizione energetica. Greenpeace spinge per l’adozione di un piano nazionale di transizione energetica (PNIEC) più ambizioso con l’obiettivo di -65 percento di CO2 entro il 2030 ed emissioni nette zero entro il 2040. Alle aziende inquinatrici, si dovrebbe impedire di accedere ai fondi pubblici e distribuire denaro agli azionisti senza un piano di decarbonizzazione in linea con l’Accordo di Parigi. A livello personale, invece, il buon proposito dovrebbe essere quello di ristrutturare casa aumentando l’efficienza energetica grazie agli incentivi pubblici, passare alle rinnovabili e rinunciare alla macchina quando possibile.

3)Più qualità della vita in città

Nel 2021, le città dovrebbero intraprendere un percorso di cambiamento sistemico, a partire dalla mobilità alternativa e la creazione di aree verdi, fino agli investimenti nelle periferie per abbattere le disuguaglianze sociali ed economiche. Chi ci vive dovrebbe prefissarsi invece di utilizzare di più il trasporto pubblico, riparare la vecchia bicicletta, camminare a piedi due volte la settimana per andare al lavoro. I più attivi e intraprendenti potrebbero anche iscriversi a movimenti e comitati che localmente agiscono per migliorare la qualità della vita nella propria area urbana.

4)Più agricoltura ecologica

La produzione e il consumo consapevole di cibo sono temi importanti per la salute del pianeta. Molte persone se ne sono accorte nel 2020. Per questo, Greenpeace chiede alle istituzioni di riscrivere il sistema di assegnazione dei sussidi ad agricoltura e allevamenti intensivi in favore delle aziende che producono cibo in modo sano ed ecologico. Come singoli cittadini, quello che possiamo fare è mangiare meno carne, comprare cibo locale, supportare i piccoli produttori acquistando direttamente da loro e seminare fiori amici delle api, impollinatrici fondamentali per la biodiversità e la sicurezza alimentare.

5) Salviamo il mondo dalla plastica

Ormai si trova ovunque: dai fondali degli oceani più profondi fino alle vette dell’Everest. La lotta alla plastica deve accelerare. Le richieste generali dell’organizzazione riguardano l’eliminazione della plastica monouso, la riduzione degli imballaggi in plastica e l’eliminazione della microplastica da cosmetici e detergenti. A livello personale, possiamo usare le nostre borse portate da casa per fare la spesa, scegliere la borraccia per l’acqua, smettere di comprare cannucce e informarci se i prodotti per il corpo e per la casa contengono microplastiche.

REDAZIONE
Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.