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Green New Deal: tra parchi nazionali e agroecologia

Il Green New Deal conquista anche l’Italia all’insegna dei parchi nazionali e della agroecologia. Ecco cosa ci aspetta in futuro.

Non sono in molti ad aver sentito parlare del Green New Deal, un piano varato dagli Stati Uniti che punta a raggiungere non solo il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2050 ma anche a garantire acqua e aria pulite e cibo sano e di qualità agli americani. Anche l’Italia ha elaborato un suo piano all’insegna dell’ambiente e della sostenibilità e l’ha fatto partendo dai parchi nazionali e dall’agroecologia.

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Nuova vita ai Parchi Nazionali

Uno dei punti del Green New Deal in Italia, ossia di quel piano atto a dare nuova vita all’economia del paese nel rispetto dell’ambiente, è rappresentato dai Parchi Naturali. Da anni abbandonati a loro stessi, in tempi recenti, grazie soprattutto alla nomina di nuovi presidenti e direttori, stanno riprendendo vita. È così che i nostri boschi e le coste si sono ripopolati di specie che stavano via via scomparendo, dando una forte spinta verso la crescita della biodiversità che da sempre aveva caratterizzato il nostro territorio.

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Agroecologia: un’alternativa sostenibile all’agricoltura tradizionale

L’ecosistema è costantemente in bilico a causa dell’eccessivo sfruttamento del territorio. L’agricoltura attuale infatti, per far fronte alla sempre maggior richiesta di materie prime, punta alla quantità, cioè alla resa, piuttosto che alla qualità. In questo contesto tenta di inserirsi l’agroecologia, quella branca dell’agricoltura che mira a ridurre l’utilizzo della chimica attraverso il ricorso di pratiche agronomiche più sostenibili, tra cui agricoltura biologia e prodotti fitosanitari.

L’obiettivo infatti è quello di raggiungere il 40% di coltivazioni biologiche entro il 2030, permettendo così di ripristinare quella biodiversità che negli anni è andata via via scomparendo. Il quadro in proposito non è così scoraggiante: attualmente infatti il 15% della superficie agricola italiana è destinata all’agricoltura biologica e muove ogni anno oltre 3 miliardi di euro. A questo va ad aggiungersi la necessità di una progressiva riduzione della plastica, altro tallone d’Achille del mondo, a cui sempre più spesso si fa ricorso per creare packaging dal ciclo vitale estremamente breve. Al suo posto la ricerca si sta muovendo verso biomateriali ed ecopackaging così da ridurre l’impatto di tutta la filiera. Ecco quindi come il Green New Deal italiano dovrebbe affrontare alcune delle problematiche più sentite del territorio.

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Dopo una Laurea in Ingegneria mi sono allontanata dai numeri e avvicinata a nuove forme di espressione, come la fotografia e la scrittura. Il mio blog, Il Cucchiaio Verde, racchiude entrambe le passioni e ha come filo conduttore uno stile di vita vegetariano.