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Grande Barriera Corallina: l’UNESCO lancia l’allarme

La Grande Barriera Corallina è in pericolo ma, mentre l’UNESCO minaccia di inserirla tra i siti a rischio, l’Australia si oppone al provvedimento.

La Grande Barriera Corallina è un ecosistema unico che per l’Australia costituisce un punto di riferimento. Da anni il suo stato è, però, in continuo peggioramento e l’UNESCO è ora pronto a inserirla tra i siti a rischio. Gli ambientalisti sperano che il provvedimento spinga il governo ad agire, ma le proteste delle autorità sono veementi.

Grande Barriera Corallina

La Grande Barriera Corallina:

La Grande Barriera Corallina costituisce il più grande sistema corallino del mondo. È composta da più di 2.500 barriere singole e si estende per 2.300 km lungo la costa nord-orientale australiana su una superficie di 348.700 km2.  Questa straordinaria culla di biodiversità è stata indicata come Patrimonio dell’Umanità nel 1981 e ogni anno il sito viene visitato da circa 2 milioni di turisti. L’inquinamento delle acque costituisce una minaccia per la sua sopravvivenza da tempo, ma oggi a fare paura è il cambiamento climatico. Temperatura e acidificazione degli oceani in crescita rappresentano pericoli concreti e gli eventi di sbiancamento di massa si stanno moltiplicando.

L’allarme UNESCO:

Le condizioni della Grande Barriera Corallina sono preoccupanti. Nel rapporto redatto in vista del World Heritage Committee l’UNESCO ha espresso la volontà di classificare il sito come in pericolo. Il presupposto è che la politica australiana in merito al cambiamento climatico sia pesantemente carente. Il tasso di emissioni pro-capite del Paese è fra i più alti del pianeta e la neutralità carbonica non appare nemmeno vicina. Il governo ha, poi, puntato su combustibili fossili per il recupero post-pandemia. L’obiettivo è quello di mantenere l’aumento di temperatura globale entro 1.5 °C, come da Paris Agreement, ma le politiche sono al momento coerenti con un aumento di 2.5-3 °C.

Le reazioni all’allarme:

Il rapporto UNESCO sulla Grande Barriera Corallina ha generato reazioni contrastanti. Gli ambientalisti si sono detti soddisfatti, così come molti scienziati. La loro speranza è che ora le autorità si vedano costrette a rafforzare le proprie politiche di lotta al riscaldamento globale. Gli obiettivi stabiliti dal Reef 2050 Long-Term Sustainability Plan vengono, attualmente, lasciati alla gestione locale e ciò non è sufficiente. Il governo australiano si è, invece, mostrato, apertamente ostile. La Ministra dell’Ambiente Sussan Ley ha affermato che questo provvedimento iniquo fa dell’Australia un capro espiatorio. L’UNESCO ha ribattuto che si tratta di un incentivo alla collaborazione e ha garantito che il nuovo status della Grande Barriera Corallina non influirà sul turismo.

La Grande Barriera Corallina è un ambiente naturale unico che rappresenta, tanto per il mondo quanto per l’Australia, una ricchezza inestimabile. Tutti abbiamo visto foto e video delle escursioni di chi ha avuto la fortuna di visitarla. Perché avvicinarsi a questo straordinario ecosistema non si trasformi da possibile aspirazione futura a ormai superato rimpianto, un cambio di passo appare d’obbligo.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.