AttualitàFood

Google al lavoro su due tecnologie per contrastare fame e sprechi alimentari

L’azienda tech sta sviluppando una piattaforma per aiutare i banchi alimentari a distribuire il cibo e un sistema per monitorare gli sprechi nei ristoranti

Le conoscenze e la tecnologia di Google per contrastare gli sprechi alimentari e la fame. L’azienda di Mountain View è al lavoro  per sviluppare su due strumenti ideati da X, la struttura di Alphabet (la holding che controlla Google dedicata allo studio di nuovi progetti tecnologici), per frenare questi problemi molto diffusi anche negli Stati Uniti. Proprio qui, i ricercatori di X hanno lavorato con tutti i protagonisti del sistema alimentare (cuochi, agricoltori, supermercati), ma soprattutto con un banco alimentare dell’Arizona (Community Food Bank of Southern Arizona) per individuare le principali criticità e individuare le soluzioni tech migliori per arginarle.

Google tecnologia spreco alimentare

LEGGI ANCHE: Limitare lo spreco alimentare contro il cambiamento climatico

Incrociare domanda e offerta

Una delle problematiche maggiori riguarda la logistica nella distribuzione del cibo donato agli enti di beneficienza. Per risolverla il team di X sta lavorando a una piattaforma in grado di incrociare automaticamente tutte le informazioni cruciali: data di scadenza del cibo donato, com’è confezionato, quale trasporto è disponibile e dove c’è più bisogno o sono maggiormente richiesti determinati prodotti. Se ad esempio uno specifico bene alimentare non va per la maggiore in una determinata mensa, ma continua a essere inviato lì, si avrà comunque uno spreco. E quindi anche un impatto sull’ambiente. L’obiettivo è evitare questo scenario. Il prototipo della piattaforma elaborato potrebbe farlo producendo previsioni puntuali e risparmiando fatica e tempo agli addetti che si occupano di queste operazioni.


Visione artificiale per gli sprechi

Il secondo strumento in fase di sviluppo usa invece la visione artificiale e il machine learning per monitorare il cibo che viene buttato via nei ristoranti e nei supermercati. Un modo per aiutare queste attività a pianificare meglio gli ordini sempre per ridurre gli sprechi. Per fare un esempio, se ogni settimana finiscono nel bidone molte cipolle, il software inviterà il responsabile del locale a comprarne meno. Si tratta di un sistema simile a quello già adottato da Google nei suoi bar, ma in questo caso funzionerebbe automaticamente, caratteristica che dovrebbe renderlo più facile da scalare.

Oltre ai ristoranti e ai supermercati, una tecnologia simile potrebbe essere utile per individuare e registrare il surplus di cibo che può essere donato ai banchi alimentari. In questa maniera, le informazioni potrebbero essere trasmesse facilmente agli enti interessati rendendo noto quali prodotti sono disponibili, mentre gli enti di beneficienza possono far sapere ai donatori i beni alimentare di cui hanno più bisogno.  “Quello che stiamo cercando di fare è automatizzare il sistema per rendere il cibo più accessibile a tutti”, ha spiegato Emily Ma, coordinatrice del team di X.

Spostare il surplus di cibo

La sperimentazione effettuata con il Community Food Bank of Southern Arizona potrebbe essere un  modello applicabile ad altri banchi alimentari. La tecnologia potrebbe aiutare a rendere molto più efficiente la distribuzione ai più bisognosi. Con la pandemia di Covid-19 gli indigenti sono aumentati, anche negli Stati Uniti: un adulto su otto in questo periodo non è in grado di fare la spesa. “Avremo sempre un surplus da qualche parte lungo la catena di rifornimento – ha spiegato Ma –. Potremo fare drasticamente meglio, fino a 10 volte, nello spostare questo surplus, conoscendole sue condizioni, verso le persone che ne hanno bisogno”.

REDAZIONE
Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.