Ghiacciai, anche l’Austria è nella morsa della crisi climatica
La crisi climatica sta mettendo sotto pressione anche i ghiacciai dell’Austria. Un report ha infatti mostrato che persino i giganti bianchi che dominano le Alpi di questo Paese faticano a fare i conti con l’alzarsi delle temperature. La velocità di ritiro è preoccupante, le conseguenze preoccupano e le prospettive future lasciano spazio a ben poche speranze di miglioramento.

La crisi dei ghiacciai austriaci
A mostrare che i ghiacciai in Austria non stanno vivendo un bel periodo ci ha pensato un report del Club Alpino Austriaco. I dati hanno evidenziato che 94 dei 96 ghiacciai della zona si stanno ritirando. Tra 2024 e 2025 i ghiacciai sono arretrati in media di 20.3 metri e, anche se il passo appare rallentato rispetto all’anno precedente, il quadro rimane emergenziale.
Nel 2018 il tasso di ritiro medio era, infatti, di 14.3 m e al tempo tale dato era considerato già drammatico. I mostri sacri più colpiti risultano essere l’Alpeiner Ferner nel Tirolo, ritiratosi di 114.3 m, e il Stubacher Sonnblickkees, in provincia di Salisburgo, che ha perso 103.9 m.
Ghiacciai in Austria e clima
A pesare sui ghiacciai in Austria è, come accade nel resto del mondo, la crisi climatica. A causare il ritiro dei giganti bianchi è infatti l’aumento delle temperature. Gli inverni si fanno sempre più brevi e miti mentre le estati, oltre ad allungarsi, portano le colonnine di mercurio a schizzare verso valori mai sperimentati prima nell’area. Il giugno del 2025 è arrivato, per esempio, a essere di 5 °C più caldo della norma.
Anche i valori in quota si sono dimostrati anomali. Persino le stazioni ad altitudini maggiori hanno fatto registrare temperature di 2 °C più alte di quelle ritenute normali. Le precipitazioni nevose si fanno, inoltre ogni anno più scarse, mentre i periodi di siccità si allungano e peggiorano a livello di intensità.
Ghiacciai in Austria: non solo sci
Lo scioglimento dei ghiacciai in Austria rischia di avere conseguenze irreparabili. Gli effetti del fenomeno si ripercuotono per altro già su ambiente e popolazione locale. Gli equilibri all’interno degli ecosistemi appaiono in crisi e i paesaggi appaiono in costante mutamento. Le scorte idriche, immagazzinate all’interno delle nevi perenni, si impoveriscono e alcuni ghiacciai si assottigliano al punto da rischiare di dividersi in entità glaciali minori.
In molte località le attività legate agli sport invernali diventano poi difficili da praticare. Le infrastrutture a esse legate vengono esposte a eventi meteo estremi e ciò si riflette sull’economia. In un circolo vizioso, infine, il ritirarsi dei giganti bianchi causa una diminuzione dell’albedo del territorio, ovvero della capacità di riflettere i raggi solari, e alimenta il riscaldamento globale.
La situazione dei ghiacciai in Austria fa da ennesimo campanello d’allarme relativo al clima. Nicole Slupetzky, vicepresidente del Club Alpino Austriaco, ha specificato che non si tratta più di chiedersi se riusciremo a salvare i giganti bianchi così come sono perché su tale obiettivo l’umanità ha fallito, ma di limitare i danni. Gli esperti hanno sottolineato che il tempo ormai è agli sgoccioli e il futuro permette brutte sorprese.






