Frasi sull'arcobaleno, le più belle su natura, speranza e colori
Un arcobaleno è sempre uno spettacolo unico quindi non stupisce che a esso abbiano dedicato frasi e belle parole i più svariati autori. Alcuni si sono concentrati sullee emozioni che i colori che caratterizzano il fenomeno sanno trasmettere mentre altri hann insistito sul senso di pace che ammirarli infonde, soprattutto ai più piccoli. Andiamo allora scoprire insieme alcune citazioni significative sull’argomento.

Frasi più belle su arcobaleno, vita e speranza
“Lasciami, oh lasciami immergere l’anima nei colori; lasciami ingoiare il tramonto e bere l’arcobaleno.”
Khalil Gibran
“Dio ama gli oziosi arcobaleni non meno dei mari che lavorano.”
Ralph Hodgson
“Esiste un domatore di arcobaleni. Fa in modo che gli arcobaleni siano immobili e non si mettano a galoppare lungo l’orizzonte.”
Fabrizio Caramagna
“Dove finisce l’arcobaleno, nella tua anima o all’orizzonte?”
Pablo Neruda
“Il mio cuore sussulta quando vedo l'arcobaleno in cielo:
fu così nei primi istanti della mia vita;
così è adesso che sono un uomo;
e sia così quando sarò vecchio,
altrimenti sarebbe meglio morire!”
William Wordsworth
“Noi non abbiamo il senso di riverenza per l'arcobaleno che ha un selvaggio, perché sappiamo com'è fatto. Abbiamo perso tanto quanto abbiamo guadagnato.”
Mark Twain
"Un arcobaleno che dura un quarto d'ora non lo si guarda più"
Johann Wolfgang von Goethe
“Quando si vede un arcobaleno si ha l’impressione di essere tra la primavera e l’estate.»”
Yasunari Kawabata
“Anche il divino non si riflette con incanto più bello che nell'occhio umido di lacrime, come molto più bello è l'arcobaleno del cielo azzurro chiaro.”
Søren Kierkegaard
“Chi desidera vedere l'arcobaleno, deve imparare ad amare la pioggia.”
Paulo Coelho
“Piovigginava ancora, ma già, con l'impercettibile subitaneità di un angelo, era comparso l'arcobaleno: languidamente stupito di sé stesso, di un verde soffuso di rosa, con un pallido alone violaceo lungo il margine interno, stava sospeso al di là di un campo falciato, sopra e davanti il boschetto lontano di cui velava una piccola, tremante porzione. Rade frecce di una pioggia che aveva perso il ritmo, il peso, la capacità di produrre suoni, avvampavano qua e là a casaccio nel sole.”
Vladimir Nabokov






