Filariosi, cos’è e quali sono i rischi
La filariosi è una malattia tristemente nota per i padroni di cani ma non si tratta di una patologia che interessa solo i nostri amici a quattro zampe. L’infezione, di cui sono responsabili dei particolari tipi di vermi, può colpire anche altri animali e uomo. I sintomi sono di intensità variabile ma si rivelano a volte anche letali e la prevenzione rimane la miglior strategia.

Che cos’è la filariosi?
La filariosi è una malattia sostenuta da un verme detto appunto filaria, a causa della sua forma sottile e allungata. Si tratta di vermi nematodi larvipari del genere dirofilaria. Il parassita viene trasmesso dalle zanzare attraverso la loro puntura e l’ospite ideale è il cane. L’organismo di Fido può arrivare a ospitare diverse centinaia di unità di vermi, soprattutto se maschi e femmine iniziano a riprodursi.
I parassiti, una volta a maturazione, raggiungono anche i 30 centimetri di lunghezza. La filariosi non interessa solo i cani ma anche altri animali domestici, come gatto e furetto, oltre che, fra gli altri, coyote, lupo, sciacallo e orso. Lo sviluppo della malattia è lento e le manifestazioni possono sopraggiungere anche a mesi di distanza dalla puntura di zanzara incriminata.
Quali sono i sintomi della filariosi
Esistono due tipi di filariosi: quella cardiopolmonare, più grave e maggiormente diffusa nei cani, trasmessa da Dirofilaria immitis e quella sottocutanea, trasmessa invece da Dirofilaria repens. Nel primo caso il parassita colonizza cuore, polmoni e arterie polmonari, inficiandone il funzionamento. I sintomi appaiono solo in fase avanzata e nel cane comprendono:
- Tosse
- Dispnea
- Tachicardia
- Aumento della frequenza respiratoria
- Intolleranza verso l’esercizio fisico
L’insufficienza cardiaca che deriva dalla malattia può risultare letale se non trattata. Nel gatto la malattia può restare silente fino alla morte dei parassiti che sfocia in complicazioni polmonari potenzialmente letali. La filariosi sottocutanea ha invece manifestazioni diverse. Si possono osservare lesioni di vario tipo, ulcere e dermatiti ma in diversi casi resta asintomatica.
Come si trasmette la filaria all’uomo?
Anche se la filariosi rappresenta un problema soprattutto per i cani, l’uomo non è esente da rischi. I parassiti che infettano i nostri amici a quattro zampe possono infatti scegliere come ospite l’essere umano ma si tratta in questo caso di un’opzione atipica. Nel caso della filariosi cardiopolmonare, allora, le infezioni sono rare. Le complicazioni sono determinati più dal fatto che i vermi non completano il proprio ciclo vitale e decomponendosi possono portare all’ostruzione di determinati vasi sanguigni, con conseguenti infarti polmonari.
Nella filariosi sottocutanea il parassita non raggiunge la maturità e si arriva, in genere, alla formazione di noduli benigni. Diverso è il caso della filariosi linfatica che può avere manifestazioni acute o croniche e viene trasmessa da agenti patogeni peculiari, diffusi a livello tropicale.
Per gli amici a quattro zampe la prevenzione contro la filariosi è affidata a una profilassi. Questa può essere somministrata sotto forma di tavolette/compresse masticabili, pipette da applicare una volta al mese o farmaci che sono iniettati direttamente dal veterinario. Esistono anche dei trattamenti per la malattia ma sono complessi e non privi di effetti collaterali quindi agire in anticipo resta la migliore opzione.






