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Favipiravir: cos’è e come funziona la medicina giapponese contro il coronavirus

Il Favipiravir è una medicina giapponese salita alla ribalta della cronaca come potenziale rimedio contro il coronavirus, ecco come stanno le cose.

Da giorni si sente parlare di Favipiravir (noto anche come T-705, Avigan o Favilavir), una medicina giapponese che avrebbe trovato impiego nella lotta al coronavirus in Cina. Portato all’attenzione italiana da un video divenuto virale online, ha iniziato a essere testato per il trattamento di COVID-19 nel Veneto. L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) tuttavia ribadisce la mancanza di evidenze scientifiche in merito all’efficacia di questo prodotto, evidenziando la non-autorizzazione all’uso in Europa e negli USA.

Favipiravir

Cos’è il Favipiravir

Il Favipiravir è un antivirale prodotto dalla casa farmaceutica giapponese Toyama Chemical per il contrasto degli RNA Virus. Questo farmaco ha mostrato sperimentalmente la sua efficacia contro: i virus influenzali, il virus West Nile, il virus della febbre gialla, il virus responsabile della patologia mani piedi bocca e altri flaviviru, arenavirus, bunyavirus e alphavirus. Il farmaco è parso efficace anche contro gli enterovirus e il virus della febbre della Rift Valley.. Nel corso del febbraio 2020 questo farmaco è stato testato in Cina contro il coronavirus e la patologia derivante COVID-19. Il 17 marzo la Cina ufficialmente ha comunicato l’efficacia del farmaco nell’area di Wuhan e Shenzhen.


Come funziona il Favipiravir

Sul funzionamento del Favipiravir sembrano esserci ancora più di una versione. Inizialmente si ipotizzava che la sua efficacia fosse dovuta a un’azione inibente sulla RNA polimerasi RNA-dipendente, ossia un enzima con la funzione di catalizzare la replicazione dell’RNA. In termini più semplici: impedisce all’RNA del virus di replicarsi, annullando così l’efficacia del patogeno. Ricerche più recenti, invece, hanno suggerito come il Favipiravir possa contribuire a indurre delle mutazioni letali dell’RNA virale, responsabili dell’espressione di un fenotipo non vitale. Ossia, impedirebbe al virus di fare una copia di sé «funzionante».

Il Favipiravir in Italia per il trattamento di COVID-19

Il Favipiravir in Italia è stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica dal video virale di un farmacista romano che ha raccontato dei successi del farmaco contro il coronavirus in Giappone. Successivamente, la Regione Veneto ha annunciato l’inizio della sperimentazione in Italia, con il benestare dell’AIFA per l’utilizzo del farmaco negli ospedali delle regioni più colpite: Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. Tuttavia, poche ore dopo l’Agenzia ha pubblicato un comunicato stampa in cui ha sottolineato la mancanza di un’autorizzazione all’impiego del farmaco in Europa e Stati Uniti a causa della scarsità di evidenze scientifiche in merito alla sua azione.

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.

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