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Energie rinnovabili ed ecosistemi: un rapporto da considerare

Il rapporto tra energie rinnovabili ed ecosistemi è complicato e, poiché a renderlo tale è lo sviluppo su vasta scala, trovare soluzioni è d’obbligo.

La relazione tra energie rinnovabili ed ecosistemi non è sempre semplice. L’alto fabbisogno richiede, infatti, uno sviluppo di energia su vasta scala e ciò può costituire un problema per la biodiversità. Uno studio ha approfondito tale aspetto spesso trascurato e ha cercato di tracciare delle previsioni combinando diverse variabili. Le soluzioni non mancano, ma mantenere alta la soglia d’attenzione è un dovere.

energie rinnovabili ed ecosistemi

Energie rinnovabili ed ecosistemi:

Il rapporto tra energie rinnovabili ed ecosistemi è stato recentemente al centro di uno studio pubblicato in Biological Conservation. Un team della Baylor University ha indagato sul potenziale impatto della produzione di elettricità su vasta scala sulla biodiversità locale. Tale prospettiva richiede, infatti, un ampio consumo di terre e potrebbe, dunque, alterare alcuni habitat. Ryan McManamay, autore leader, ha spiegato che si tratta di una sfida inevitabilmente connessa alla necessità di intervenire sul cambiamento climatico che, spesso, suscita le proteste degli attivisti locali. Alcune fonti di energia, fra cui l’idroelettrico, sono state accuratamente analizzate, ma su altre, come il solare, i dati sono carenti.

Un rapporto complicato:

Comprendere la relazione tra sviluppo di energie rinnovabili ed ecosistemi ha richiesto impegno. I ricercatori hanno analizzato i 5 SSP (Shared Socio-economic Pathways). Si tratta di scenari di sviluppo socio-economico per il prossimo secolo che stilano proiezioni delle emissioni in base alle diverse politiche climatiche. È stata poi presa in considerazione l’impronta ecologica, intesa come consumo di terre e alterazione degli habitat, di 10 fonti di energia. I risultati hanno mostrato che lo scenario SSP5, incentrato sui combustibili fossili, ha l’impatto peggiore. Lo scenario costruito sulla rivalità nazionali e regionali ha l’impatto minimo, mentre SSP1, che punta alla sostenibilità, si colloca nel mezzo.

Necessità di considerazione:

Il rapporto tra energie rinnovabili ed ecosistemi deve essere attentamente considerato. McManamay ha, infatti, spiegato che spesso si crede che le politiche energetiche alternative, in quanto buone per il clima, giovino anche a ecosistemi e biodiversità. In realtà settori come l’eolico hanno già dimostrato che tale collegamento non è automatico e il nuovo studio ha ribadito la mancanza di totale corrispondenza. A fare la differenza possono però contribuire le norme locali, nonché le politiche che incoraggino a un consumo energetico consapevole. Combinare il perseguimento degli obiettivi climatici con attente valutazioni in materia di biodiversità rimane dunque prioritario.

La relazione tra energie rinnovabili ed ecosistemi non può essere trascurata. Tali fonti alternative costituiscono la base per il futuro del nostro pianeta, ma il loro impatto non deve essere ignorato. La neutralità carbonica è ben più di un obiettivo e considerare il bilancio nella sua interezza, per intervenire sul rovescio della medaglia, è fondamentale.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.