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Digital detox: ecco perché ne hai bisogno

La tecnologia ci sta inghiottendo e per cercare di riprendere in mano il nostro tempo, l’unica soluzione è il digital detox.

È la prima cosa che facciamo la mattina e l’ultima la sera e no, non è un indovinello. Tutti conosciamo la risposta anche se vogliamo raccontarci un’altra storia. La risposta è controllare il telefono. Se nel leggere queste due righe avete risposto, quasi sospirando, con un «eh già», allora avete bisogno di un digital detox.

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Il gesto di controllare in continuazione le notifiche su smatphone e tablet, leggere le email e scorrere senza fine i feed dei social può diventare una vera e propria dipendenza al punto che già diversi studi hanno evidenziato come la tecnologia stia compromettendo le nostre capacità di concentrazione e di socializzazione. Non è un caso poi se sempre più le bacheche dei social finiscono agli atti di separazioni e divorzi.

Perché abbiamo bisogno del digital detox

Sono state condotte diverse ricerche su quante volte mediamente controlliamo gli smartphone e quanto tempo investiamo sui social ogni settimana e, sebbene i dati dei vari studi non coincidano, sono accomunati da numeri esorbitanti. Si va da una media di 221 controlli al giorno a oltre 2000, per un totale 14 ore alla settimana sui social e 13 a rispondere alle mail. In pratica, ogni settimana investiamo un giorno disconnessi dalla realtà. Un buon motivo per sottoporsi a un digital detox, no? Già, perché il prezzo che si paga con l’eccesso di tecnologia è proprio questo e spesso ad accorgersene sono le persone che ci stanno intorno, come la famiglia o gli amici. Il risultato di un’intossicazione tecnologica è un elevato livello di distrazione, rapporti umani che si spostano sul digitale oltre a conseguenze prettamente fisiche.

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«Artiglio dell’SMS» (un’infiammazione del tunnel carpale), insonnia, causata dalla luce blu degli schermi che interrompono la produzione naturale di melatonina, «collo da sms» (una postura errata della colonna vertebrale) e infine la sindrome della vibrazione fantasma che dà la sensazione che il telefono suoni anche quando non è così sono solo alcune delle patologie che possono insorgere. Ci sono anche due sindromi più specifiche legate al cattivo rapporto con il digitale, la Fomo e la nomophobia. La prima è l’acronimo di Fear of missing out, ovvero la paura che avvenga qualcosa di interessante mentre siamo disconnessi, la seconda invece consiste nel timore di essere tagliati fuori dalla “vita” se non si è on line. In entrambi i casi possono verificarsi disagi fisici simili a quelli dell’astinenza: vertigini, palpitazioni, nausea, respiro affannoso.

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Consigli per un digital detox

Disintossicarsi dai social e, più in generale dallo smartphone, non è semplice come si possa immaginare. Ecco perché abbiamo pensato a quali possono essere i piccoli gesti quotidiani da mettere in atto per accantonare un po’ la tecnologia.

  • A colazione solo la colazione. È così per tutti ed è inutile negarlo: la prima cosa che facciamo al risveglio è controllare le notifiche. Perché non proviamo a lasciare il telefono in un’altra stanza e dedicarci unicamente alla colazione? Alcuni studi infatti hanno evidenziato come leggere cattive notizie o commenti poco gradevoli di prima mattina possono rovinare l’umore dell’intera giornata. Ne vale davvero la pena?
  • Ritagliarsi delle finestre di tempo. È impossibile resistere alla tentazione di controllare le notifiche e in media ogni volta questa azione sottrae 2 minuti più quelli necessari a recuperare la concentrazione su ciò che si stava facendo. Programmata 2-3 finestre di 20 minuti al giorno in cui leggere le notizie e scollare i feed, ritirando o meglio ancora spegnendo il telefono per il resto del tempo.
  • No al multitasking. Questa capacità, frutto dell’evoluzione, che ci permette di svolgere contemporaneamente diverse attività andrebbe accantonata a favore di una To Do List in cui le varie attività vengono svolte una dopo l’altra, dedicando a ciascuna il tempo necessario. Sarebbe meglio evitare poi l’utilizzo del telefono in ogni occasione «morta»: sui mezzi pubblici, in bagno, mentre si mangia o si guarda la televisione. Pericoloso, nonché vietato poi, l’utilizzo allo smartphone mentre si è alla guida.
  • Prima di dormire meglio un libro. Abbiamo accennato come le luci blu emesse dai dispositivi elettronici possano ridurre la produzione di melatonina anche del 20%. Ecco perché prima di dormire sarebbe meglio leggere un libro o rilassarsi ascoltando della musica.

Rendersi conto di un problema è il primo passo verso la sua risoluzione. Ecco perché quindi provare il digital detox potrebbe essere il primo passo verso la libertà. Libertà di decidere come impiegare il proprio tempo e non lasciare che ci venga sottratto in modo quasi inconscio.

REDAZIONE
Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.