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Differenza tra juta e canapa

Le due fibre naturali hanno molte caratteristiche in comune, a partire dalla resistenza dei tessuti a cui danno vita. La moda, però, preferisce la seconda.

Juta e canapa sono tra le fibre tessili naturali più ecologiche in circolazione. Questa comune fama porta spesso le persone a confondere l’una con l’altra, soprattutto quando si parla di abbigliamento. Le loro caratteristiche sono molto simili, così come molto si assomigliano i tessuti a cui danno vita e i settori a cui sono destinate. Il mondo della moda, però, preferisce la canapa alla juta.

Differenza tra juta e canapa

La juta

La pianta di juta fa parte della famiglia delle Malvaceae. Cresce soprattutto nel Bangladesh e nel Bengala (India) dove, grazie al clima monsonico e alle abbondanti piogge, può prosperare. La grande disponibilità di acqua rende più facile la sua macerazione. La coltivazione non necessita di fertilizzanti, erbicidi e pesticidi chimici. La juta, al pari della canapa, fa parte della famiglie delle fibre di rafia ed è composta principalmente da materiali vegetali derivati da cellulosa e lignina. Il colore varia dal bianco sporco e il marrone e può raggiungere una lunghezza da 1 ai 4 metri. Il suo utilizzo nel settore tessile è rimasto a lungo limitato nelle zone di produzione. Solo dal diciassettesimo secolo gli inglesi iniziarono a commercializzarla. Durante la Prima Guerra Mondiale si utilizzò molto per la preparazione dei sacchi da trincea. In seguito la scoprì anche il settore tessile. A causa della sua consistenza grezza, poteva essere lavorata solo a mano. Poi, grazie all’uso dell’olio di balena iniziò ad essere lavorata anche a macchina con più facilità. Dopo l’iniziale boom, l’introduzione delle fibre sintetiche causò il suo declino.


La canapa

La fibra di canapa viene estratta invece dall’omonima pianta erbacea appartenente alla specie cannabis sativa. Come la juta, ha la fama di pianta ecologica in quanto la sua coltivazione non rende necessari fertilizzanti, erbicidi e pesticidi chimici. Cresce molto rapidamente (fino ai 2-5 metri in soli tre mesi) in aree con un clima temperato e ed ha una resa di fibre estratte per ettaro di terra coltivato estremamente elevata: può produrre il 250 per cento di fibre tessili in più rispetto al cotone. La canapa tessile viene utilizzata da migliaia di anni: indumenti in questa fibra sono stati ritrovati in tombe risalenti all’8000 a.C. . Diffusa inizialmente tra le civiltà comparse in Asia, Medio Oriente e Cina, è stata sfruttata anche per fabbricare carta.

La juta e la canapa nell’abbigliamento

L’utilizzo di juta e canapa, come si accennava all’inizio, è molto simile. La robustezza dei tessuti a cui danno origine ha portato molti settori a sceglierle per sacchi e corde (ad esempio quelle delle navi). Nel mondo dell’abbigliamento, tuttavia, prevale la canapa. Il motivo? La maggiore facilità di lavorazione rispetto alla juta, considerata ancora troppo grezza per essere utilizzata da sola. Per questa ragione nella moda è impiegata soprattutto per realizzare borse e scarpe. Quando la si trova in capi come maglioni, cardigan e giacchini è miscelata con cotone e altri tessuti naturali per ottenere un prodotto più morbido. Seppur ancora di nicchia, i capi in canapa sono più diffusi. Il costo di lavorazione elevato, tuttavia, rende difficile trovarli nei negozi di abbigliamento. I tessuti in canapa sono infatti utilizzati soprattutto in ambito sartoriale, anche in questo caso mixati con altri tessuti naturali come il cotone biologico. Quello dei costi è l’unico fronte su cui vince la juta, decisamente più economica.

La moda alla ricerca di soluzioni

Sebbene ancora limitato, l’utilizzo di juta e canapa si sta diffondendo sempre più nel settore dell’abbigliamento. Così come un’altra loro parente, il lino. Per ora, le proposte in fibra naturale sono limitate e vedono protagonisti soprattutto i grandi brand. Tutto il mondo della moda dovrà però fare i conti con una nuova sensibilità ai temi ambientali dei consumatori e con la tendenza ad evitare le fibre sintetiche.

REDAZIONE
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