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Differenza tra cioccolato fondente e cioccolato al latte

Differenza tra cioccolato fondente e cioccolato al latte

La differenza tra cioccolato fondente e cioccolato al latte si nota sia nel sapore che negli aspetti nutrizionali, ma sapete esattamente cosa cambia negli ingredienti?

Per capire la differenza tra cioccolato fondente e cioccolato al latte non ci si può limitare agli ingredienti: questi due dolci, oltre ad un sapore diverso, sono distinguibili anche sotto il profilo nutrizionale. D’altra parte però è doveroso ricordare che pur trattandosi di prodotti differenti, hanno anche molto in comune, a partire dal cacao come materia prima di partenza.

Il cioccolato fondente

Prima di parlare della differenza tra cioccolato fondente e cioccolato al latte è utile cominciare da quello che i due prodotti condividono: il cacao come materia prima più importante. In particolare, perché il fondente possa essere definito tale deve contenere un minimo del 43% di cacao e un minimo di 28% di burro di cacao. Ne esistono diverse categorie, come quello «extra» o quello «puro», a seconda della quantità di cacao che contengono, che può arrivare fino al 99%.

Un’altra differenza tra cioccolato fondente e cioccolato al latte è la quantità di zucchero utilizzata: quello fondente è spesso conosciuto come cioccolato amaro proprio perché contiene una minor quantità di zucchero rispetto alla sua controparte al latte. Non per questo però il cioccolato fondente ingrassa di meno: a compensare le calorie dei carboidrati assenti ci sono i grassi del burro di cacao. Sempre per rimanere in ambito nutrizionale, il cioccolato più scuro tende ad avere un profilo migliore, soprattutto grazie alla presenza di antiossidanti, ma considerando la densità calorica del prodotto è sempre meglio non esagerare.

Il cioccolato al latte

La differenza tra cioccolato fondente e cioccolato al latte si vede subito dall’aspetto della tavoletta: il secondo è, nella stragrande maggioranza dei casi, più chiaro rispetto al primo. Tra gli ingredienti spicca, come suggerisce il nome, il latte, che spesso a livello di preparazioni industriali è aggiunto in polvere.

Risulta più dolce rispetto al cioccolato fondente grazie alla presenza di zuccheri, compresi quelli naturalmente presenti nel latte, motivo per cui normalmente è più apprezzato dai bambini. Anche con questo tipo di tavolette c’è da tenere presente un minimo di cacao, che non può può essere inferiore al 25%.

Un aspetto interessante di questo tipo di cioccolato è la sua invenzione: mentre il cacao normale era consumato già dai tempi degli aztechi, il cioccolato al latte è un’invenzione moderna, che cominciò a diffondersi solo dopo il 1867, diventando ufficialmente un prodotto commerciale nel 1875.


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Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.

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