La differenza tra castagno e ippocastano
Mentre le giornate iniziano ad accorciarsi e l’autunno si avvicina, è sempre più importante fare attenzione alla differenza tra ippocastano e castagno. Sul primo albero crescono i frutti che tanto amiamo, mentre il secondo produce le cosiddette “castagne matte”, non commestibili per l’uomo. i castagni popolano, poi, i boschi collinari, mentre i loro stretti cugini sono molto comuni in città. Andiamo, allora, a scoprire tutto quello che c’è da sapere.

Come distinguere un ippocastano
La differenza più importante tra castagno e ippocastano è da rintracciare nei frutti di questi alberi. Le castagne matte nascono dal seme del frutto dell’ippocastano, l’albero conosciuto anche come il castagno d'India (Aesculus hippocastanum). I ricci di queste sono riconoscibili già dall’esterno: una capsula grossa, rotonda e verdastra al cui esterno sono presenti corti aculei. L’ippocastano, a differenza del castagno, si può trovare, poi, spesso lungo i viali e nei parchi delle città, dove non è raro che i bambini, e non solo, si trovino a raccogliere le castagne matte per errore.
Il portamento arboreo è elegante e imponente. L’ippocastano può, infatti, arrivare a 30 metri di altezza.. La sua chioma appare, inoltre, molto grande e compatta. La sua conformazione tondeggiante e piramidale crea, dunque, zone d’ombra molto estese ed è anche per questo che l'ippocastano viene ampiamente utilizzato come pianta ornamentale.
Come riconoscere un castagno
La pianta da cui cresce il frutto che noi tutti conosciamo come castagna è invece il castagno europeo (Castanea sativa), in Italia chiamato semplicemente castagno. A differenza dell’ippocastano, il castagno si trova tipicamente in ambienti boschivi collinari o montani, generalmente dai 200 agli 800 metri di altitudine nelle zone alpine, mentre lo si incontra fino ai 1300 m di quota nell’Appennino meridionale.
Se si è ancora in dubbio sulla natura dell'albero che si ha di fronte, però, un altro modo per riconoscere il castagno è rappresentato dalle sue foglie. Queste, a differenza di quelle dell’ippocastano, sono più piccole. Le foglie dell’ippocastano sono, poi, palmate e dal colore verde brillante nella parte superiore e verde chiaro nella parte inferiore. Il colore delle foglie del castagno è invece di un verde più intenso.
La differenza tra ippocastani e castagne: i ricci
Anche se davanti agli alberi siamo ancora in dubbio sulla dfferenza tra castagno e ippocastano, il momento della raccolta scaccia ogni problema. Osservando più attentamente il riccio e il frutto sarà facile distinguere le castagne matte da quelle buone. Gli ippocastani sono contenuti in un guscio verde acceso rivestito da aculei corti, mentre le castagne si trovano all’interno di “ricci” marroni (quando il frutto è maturo) ricoperti da spine lunghe e pungenti.
A differenza del guscio dell’ippocastano che contiene solo una castagna matta sferica e di dimensioni importanti, inoltre, nei ricci del castagno possono trovarsi fino a 3 castagne di diverse dimensioni, ma più piccole delle controparti non commestibili. I frutti del castano risultano, infine, piatti o schiacciati e leggermente appuntiti.
Castagno e ippocastano presentano, insomma, più di una differenza, ma quel che rimane fondamentale riordare è che i semi del secondo albero non sono commestibili. Le castagne matte, un tempo portate in tasca come porta fortuna, contengono, infatti, saponine e queste sostanze le rendono pericolose per l'uomo. Il sapore viene in nostro soccorso, dato che le castagne matte risultano anche profondamente amare. Attenzione è raccomandata anche per i nostri amici a quattro zampe.






