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Differenza tra amarene e visciole

Sorelle minori e meno apprezzate delle ciliegie, amarene e visciole sono facili da confondere nonostante le piccole differenze che le caratterizzano.

La differenza c’è, ma è difficile da cogliere ad uno sguardo rapido. Amarene e visciole sono frutti che si assomigliano parecchio. Entrambe sono parenti strette delle ciliegie, di gran lunga più apprezzate dai consumatori. Delle sorelle minori, si potrebbe dire. Nonostante non riscuotano lo stesso successo, gli estimatori non mancano così come gli impieghi nel settore alimentare, dove, soprattutto le visciole, vengono sfruttate come ingrediente base di molti prodotti interessanti.

Differenza tra amarene e visciole
Foto: @Pxfuel

Differenza tra amarene e visciole: l’albero

Prima di tutto va chiarita una cosa: amarene e visciole sono frutti che crescono su due alberi diversi, l’amareno e il visciolo. Sono entrambi ciliegi acidi conosciuti rispettivamente con i nomi scientifici Prunus cerasus var. amarena e Prunus cerasus var. austera. Si distinguono dal ciliegio dolce, il Prunus avium, sul quale nascono le classiche ciliegie gradite alla maggior parte delle persone.

Dimensioni, aspetto e sapore

I frutti hanno delle particolarità grazie alle quali, con un esame un po’ più attento, si possono distinguere. Partiamo dalle dimensioni: le visciole sono più piccole delle amarene e misurano circa 1-1,5 cm di diametro. Sono entrambe rosse ma, una volta raggiunta la piena maturazione, il colore delle visciole si fa più scuro. Tutte e due sono aspre, ma le amarene lo sono di più e quando non sono ancora mature risultano addirittura acide. Le amarene hanno la polpa e il succo di colore chiaro, mentre le visciole di colore scuro.

Consumo e usi in cucina

Sono differenti anche i modi in cui i due frutti vengono comunemente consumati. Le amarene di solito si mangiano fresche, mentre le visciole sono più spesso impiegate come ingrediente base per la preparazione di diversi prodotti: sciroppi, confetture, frutta candita o sotto spirito e liquori. Tra questi ultimi spicca il vino di visciole o visciolata, una bevanda dolce prodotta nelle Marche che viene servita come dessert a fine pasto e che ha alle spalle un’antichissima tradizione enologica. Tipica della cucina romana è invece la crostata con marmellata di visciole. Non è sconsigliato mangiare le visciole crude, ma si suggerisce di farlo quando sono ben mature.

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