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Creato un nuovo superenzima che distrugge la plastica sei volte più velocemente

La sostanza è il frutto della combinazione tra due enzimi individuati in un batterio scoperto in Giappone . Riesce a "mangiare" le bottiglie in poche ore

Un gruppo di scienziati ha creato un nuovo superenzima in grado di distruggere le bottiglie di plastica in maniera rapida. La scoperta, fatta grazie a un batterio scoperto per caso, apre nuovi scenari: non solo potrebbe cambiare il modo di trattare le bottiglie ma, combinato con un altro enzima studiato per deteriorare il cotone, potrebbe essere sfruttato anche per smaltire i vestiti prodotti con mix di materiali diversi.

Enzima distruggi plastica

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Il nuovo superenzima

Il superenzima è stato progettato combinando due diversi enzimi, entrambi individuati nel microbo mangia-plastica scoperto nel 2016 in una discarica del Giappone che acquisiva in modo naturale la capacità di distruggere la plastica. La prima versione del superenzima creato in laboratorio risale al 2018. Gli scienziati avevano scoperto che la struttura di un enzima, chiamato PETase, riusciva ad attaccare la superficie dura e lucida delle bottiglie e a “mangiare” le bottiglie in pochi giorni. Una mutazione di questa versione, scoperta per caso, si è rivelata successivamente più rapida del 20 percento.

Il nuovo studio, portato avanti dall’Università di Portsmouth insieme a quattro enti americani e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, ha individuato un secondo enzima nello stesso batterio giapponese. La nuova sostanza ha dimostrato un’abilità inedita: riusciva a distruggere le catene di polimeri, gli insiemi di molecole che compongono la plastica, smembrate in precedenza dal primo enzima a una velocità doppia.

“Una scoperta dal potenziale enorme”

Ad aprile, l’azienda francese Carbios aveva svelato un altro enzima, scoperto in un compost di foglie cadute. Questo era in grado di “divorare” la plastica al 90 percento in sole 10 ore, ma per attivarsi necessitava di una temperatura sopra ai 70 C°. Il nuovo superenzima, invece, lavora a temperatura ambiente.

Se c’è la possibilità di creare enzimi migliori e più veloci attraverso la loro combinazione e poi fornirli ad aziende come Carbios, potremmo iniziare a farlo entro i prossimi uno o due anni”, ha dichiarato il professor John McGeehan, uno degli autori di questa ricerca. “C’è un potenziale enorme. Abbiamo diverse centinaia di esemplari in laboratorio che stiamo unendo tra di loro”.

Quando la natura insegna

La nuova scoperta potrebbe dare un impulso decisivo alla lotta contro la plastica che ormai sta soffocando il pianeta, Polo Nord e fondali degli oceani compresi. “Questa è una traiettoria che porterà alla creazione di enzimi più veloci e più rilevanti a livello industriale. Ma è anche una di quelle storie in cui si impara qualcosa dalla natura e poi lo si porta in laboratorio”, ha detto il professor McGeehan.

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