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Costa Rica, a proteggere la barriera corallina ci pensano i giovanissimi

In Costa Rica i ragazzi sono al centro di un progetto per la tutela della barriera corallina promosso da un'ONG che tutela l'ambiente.

A Puerto Viejo in Costa Rica la protezione della barriera corallina è affidata ai giovanissimi. A formare questi “crociati del mare” ci pensa Ambassadors of the Sea Community Diving Centre. L’ONG ha cambiato completamente la vita a molti ragazzi del posto e ora offre un esempio di lavoro efficiente e significativo che non può essere ignorato.

Costa Rica barriera corallina
Foto: joakant @Pixabay

Giovanissimi e barriera corallina

A dare ai giovani un ruolo nella salvaguardia della barriera corallina in Costa Rica è stato l’Ambassadors of the Sea Community Diving Centre. Quest’associazione no-profit è stata fondata nel 2014 per permettere ai ragazzi di Puerto Viejo di lavorare nell’ambito della protezione ambientale. L’idea è nata grazie a María Suárez Toro, giornalista portoricana, trasferitasi in Costa Rica molto giovane. Grazie al supporto dell’ONU il centro ha potuto da allora offrire 200 corsi di formazione gratuiti. Immersioni subacquee, pulizia dei fondali e archeologia sottomarina sono solo alcune delle attività promosse. Buoni voti a scuola, capacità di cucinare almeno un piatto tipico caraibico, contributo alla pulizia delle spiagge e partecipazione alle attività del centro sono i requisiti richiesti.

Difendere la barriera corallina in Costa Rica

Il progetto portato avanti a Puerto Viejo deve essere considerato di grande valore da molteplici punti di vista. A trarne vantaggio sono, in primis, i ragazzi. Nella difficile realtà del Costa Rica aprire per loro prospettive per un futuro lontano dalla criminalità è tanto complicato, quanto essenziale. Le immersioni, prima riservate ai turisti perché troppo costose, sono, così, ora diventate un mezzo per i locali. Il guadagno è, poi, ovviamente anche per oceani e barriera corallina. Poter contare su un costante lavoro di monitoraggio, eseguito da persone opportunamente formate, non può che fare la differenza. I ragazzi del posto hanno, poi, anche la possibilità di riscoprire le loro radici. L’analisi di resti rinvenuti sui fondali offre, infatti, loro un’opportunità unica.

Una vittoria per il Costa Rica

Coinvolgere i giovani nella tutela della barriera corallina è apparsa per il Costa Rica una mossa vincente. Ciò permette, infatti, di migliorare il presente e di gettare solide basi per il futuro. La pandemia ha dato, poi, nuova linfa alle attività. Durante questo periodo si è, infatti, assistito a un recupero senza precedenti della natura e ciò ha diffuso speranza e consapevolezza. La logica dell’impotenza spesso dominante è stata, così, sostituita dalla volontà di agire e da un concreto impegno. In un momento in cui molti ragazzi si trovavano isolati senza accesso a internet, e quindi alle lezioni, le attività dell’ONG erano per loro l’unico punto fermo. Ora l’obiettivo è ampliare la sede e coinvolgere sempre più persone.

Vedere i giovani mettersi in prima linea per la difesa della barriera corallina in Costa Rica fa ben sperare. La natura è un bene prezioso e solo la partecipazione può garantire un futuro al pianeta e all’umanità. Le nuove generazioni appaiono ben pronte a mostrarsi sagge. A chi abita il pianeta da più tempo non resta che risvegliare la coscienza, preparando il terreno al passaggio di testimone.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.