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Cosa sono le ottobrate romane, le feste di fine vendemmia

Durante le ottobrate romane nobili e popolani festeggiavano insieme la fine della vendemmia, trascorrendo allegre giornate “fuori porta”.

Le ottobrate romane, ormai divenute famose anche oltre i confini della Capitale, raccontano di usi e costumi passati, quando a Roma era ancora abitudine festeggiare la fine della vendemmia e, per l’occasione, nobili e popolani organizzavano uscite “fuori porta”. Si raggiungevano le campagne, i frutteti e i vigneti che un tempo circondavano la città e lì musica, balli e ogni sorta di divertimenti intrattenevano i presenti.

ottobrate romane
Foto: Mauro Grazzi @Unsplash

Ottobrate, cosa sono

Tradizionalmente le ottobrate si svolgevano il giovedì e la domenica, nelle giornate ancora miti del mese di ottobre. Lo scopo era il divertimento. Una lunga festa itinerante che univa nobiltà e popolo per celebrare la fine del duro lavoro nei campi e il tramonto della bella stagione. Carretti adornati di campanacci e sonagli partivano dai rioni scortando le ragazze vestite a festa fin verso la campagna. Gli uomini, anche loro agghindati di tutto punto, seguivano a piedi la carrettella suonando, cantando e ballando. Il cibo era abbondante e il vino scorreva a fiumi.

Canti, balli e giochi: la danza del “saltarello”

Le allegre scampagnate che risvegliavano l’umore della città in occasione delle ottobrate esercitavano grande fascino anche su viaggiatori, osservatori e filosofi di un tempo. Numerose sono le cronache e le incisioni dell’epoca che testimoniano questa curiosità. Si legge di grandi mangiate e ubriacature, balli e divertimenti. Si giocava a bocce, a ruzzola, con l’altalena o con l’albero della cuccagna. E chitarre, nacchere e tamburelli intonavano il “saltarello”, la danza popolare più in voga a Roma in quei tempi. Recitava il testo dello stornello, in dialetto romano:

“Birimbello birimbello

quant’è bono ‘sto sartarello

smòvete a destra smòvete a manca

smòvete tutto cor piede e coll’anca”.

L’ottobrata romana oggi

La tradizione delle ottobrate romane è ancora viva nella città eterna e nella zona dei Castelli, ma ha perso molto del suo antico fascino. Fino all’inizio del Novecento, infatti, le ottobrate erano un vero e proprio culto per la popolazione. Allegria ed eccessi condivisi scandivano queste giornate tanto attese.

Oggi le ottobrate sono ancora occasione di festeggiamento, ma depotenziate dal loro significato e dalla comprensibile frenesia. Per lo più si organizzano pic-nic e scampagnate nelle antiche ville della città capitolina o nei grandi parchi. Un buon pretesto per godere delle ultime giornate all’aperto, lontano da tecnologia e routine.

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Giornalista pubblicista, in continua formazione per attitudine, mi piace scrivere di tematiche ambientali, sostenibilità e innovazione. Attenta al presente, curiosa per il futuro, sono un’ottimista, convinta che l’unica cosa che ci renda migliori sia la volontà di migliorarsi.