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Cos’è la shrinkflation

La shrinkflation è un fenomeno sempre più diffuso che colpisce i consumatori, la cui traduzione corrisponde spesso con “sgrammatura”.

Il concetto di aumento dei prezzi ben mascherato trova il suo perfetto paradigma nel fenomeno della shrinkflation. Molti consumatori nel mondo hanno già dovuto affrontare l’indignazione che questa pratica tende a causare. Tra denunce e battaglie legali, però, la fine del tunnel non sembra vicina. In questo periodo complicato, allora, trovare delle strategie per difendersi appare cruciale.

shrinkflation
Foto: Anna Shvets @Pexels

Cosa significa shrinkflation?

Mentre l’economia mondiale vive un momento difficile il fenomeno della shrinkflation è ormai dilagante. Il termine inglese unisce le parole “shrink” (restringere) e “Inflation” (inflazione). Tradotto a volte con “sgrammatura”, esso indica, la prassi di ridurre il peso di un prodotto confezionato, per mascherare l’aumento del prezzo. Quest’ultimo resta, infatti, all’apparenza invariato, ma garantisce, in realtà, l’acquisto di un articolo dal contenuto più limitato. Secondo una recente indagine Istat i casi simili registrati nei supermercati del nostro Paese riguardano almeno 7.306 articoli. I settori più colpiti sembrano essere quelli di zuccheri, dolciumi e cioccolato, seguiti da vicino da prodotti da forno e cereali, nonché da lozioni e creme.

Un periodo nero

La shrinkflation pesa sulle spalle dei consumatori in un periodo in cui i prezzi medi dei beni di consumo sono già aumentati del 6.5%. Alcune aziende affermano di essere costrette a ricorrere a questa strategia per far quadrare i bilanci, ma tale affermazione è spesso poco vetriera. Le associazioni dei consumatori hanno presentato il trucchetto come capace di riempire le tasche delle grandi compagnie, svuotando quelle della gente comune, insieme ai carrelli della spesa. Il mantenimento del medesimo packaging, o addirittura una sua modifica in nome di sostenibilità o estetica, portano gli acquirenti a non accorgersi del cambiamento. L’impatto ambientale della pratica è per altro significativo. Gli imballaggi necessari, infatti, si moltiplicano e ciò rende meno ecologico l’intero processo di stoccaggio.

Difendersi

Difendersi dalla shrinkflation non è semplice, ma le associazioni in prima linea non mancano. Codacons ha presentato un esposto all’Antitrust e in 104 Procure della Repubblica per vietare la pratica. Essa risulta, però, particolarmente subdola, poiché, sul filo della truffa, sfrutta la distrazione del cliente medio. Questo è spesso molto attento al prezzo, ma non ai dettagli sul contenuto della confezione, non immediatamente reperibili. Fare la spesa in modo più consapevole diventa allora una necessità. Privilegiare prodotti freschi e sfusi rimane una buona idea. Dove questo non fosse possibile rivalutare il rapporto qualità-quantità-prezzo dei singoli marchi e magari orientarsi verso prodotti locali potrebbe rivelarsi una strategia vincente.

Per i consumatori la shrinkflation si configura, insomma, come estremamente dannoso. Quello che potrebbe apparire come un minimo svantaggio, infatti, diventa un problema significativo, se considerato in rapporto alla spesa di una famiglia media. Forse la prossima volta che ci sembrerà che un pacchetto di patatine finisca troppo in fretta, fare un controllo apparirà quasi doveroso.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.