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Cos’è la farina di vino e come si usa in cucina

La farina di vino è un alimento praticamente sconosciuto in Italia e tanto meno si sa come usarla in cucina, nonostante sia un prodotto sostenibile e nutrizionalmente molto interessante.

Scoprire cos’è la farina di vino e imparare come si usa in cucina vi aprirà un mondo di ricette interessanti a creative, create con un prodotto che, soprattutto in Italia, conoscono in pochi. E non si tratta solo di un prodotto da tenere in considerazione da un punto di vista gastronomico, ma viene apprezzato anche da un punto di vista ambientale, considerando che viene prodotto a partire dagli scarti di lavorazione dell’uva.

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Foto di Emily Kyle Nutrition

Come si produce la farina di vino

Come ogni idea particolarmente sopra le righe, la farina di vino è nata quasi per caso, grazie al lavoro di alcuni produttori che volevano rendere la propria cantina ancora più sostenibile. Il piano originale era quello di arrivare a produrre un nuovo bio-diesel partendo dai vinaccioli – semi dell’uva – scartati in fase di produzione.

Il problema però è che i vinaccioli in sé costituiscono una minima parte del peso di un acino d’uva, anche quando lo si prende in considerazione dopo la lavorazione. In un certo senso è arrivata a questo punto l’illuminazione: se non si può sfruttare l’olio dei semi dell’uva per fare un biocarburante, perché non trovare un modo per usare il resto degli scarti?

Studiando diversi tipi di lavorazione si è scoperto che si può disidratate quanto rimane dalla lavorazione della bevanda alcolica, ottenendo così una farina di vino leggera, perfetta per essere unita ad altre farine nella preparazione di ricette creative.

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Come si usa la farina di vino in cucina

Usare la farina di vino vi permetterà di mettere le mani su alcune combinazioni di sapori molto interessanti, soprattutto perché questo prodotto ha un profilo aromatico diverso a secondo della tipologia di uva utilizzata nella sua preparazione. Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Riesling e Gerwurztraminer sono sono alcuni esempi di uvaggi impiegati, ciascuno con la sua particolare sfumatura da regalare ad un piatto, dolce o salato.

Idealmente, per esempio, il Merlot si sposa molto bene con i dolci alle fragole, mentre il Riesling dà il meglio di sé con i dessert farciti di mela. L’importante è non utilizzarla da sola: sono gli stessi produttori a consigliare di utilizzarla in combinazione con altre farine, un aspetto necessario per avere le giuste proprietà «strutturali» nella lievitazione del dolce.

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