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Consumo critico: ecco come diventare consumatori etici

Quando si parla di consumo critico o consapevole si intende la pratica messa in atto sempre da più consumatori, di scegliere i prodotti non solo in base al rapporto qualità/prezzo, ma anche alla loro origine.

Vista in contrapposizione al consumo compulsivo, questa strategia di mercato dovrebbe farci riflettere, prima dell’acquisto, su vari aspetti, primo tra tutti la reale necessità di ciò che andiamo ad acquistare. Questo non significa però privarsi di determinati beni, quanto più di sapersi orientare tra le varie proposte in modo consapevole. Ecco dove nasce il consumo critico, che ci trasforma in consumatori etici.

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Votare con il portafoglio: il primo passo del consumo critico

L’analogia che viene utilizzata più di sovente è quella tra il consumatore e l’elettore: il supermercato altro non è che una cabina elettorale dove le nostre scelte davvero contano qualcosa. Scegliere un prodotto piuttosto che un altro oppure arrivare direttamente al boicottaggio dello stesso, può fare la differenza. Un calo anche solo del 2% delle vendite infatti può spingere le aziende a rivedere i processi produttivi e soddisfare le richieste del consumatore.


Come diventare consumatori etici

In questa era improntata al consumismo, seguire i principi del consumo critico non è facile. Prima di acquistare un prodotto bisognerebbe chiedersi: mi è davvero necessario? È rispettoso dell’ambiente? Quanta strada ha fatto per arrivare qui? Il produttore si comporta in modo etico nei confronti dei lavoratori? Non è semplice rispondere da soli a tutte queste domande, ma nell’era del digitale in rete è possibile trovare sempre più informazioni, utili per trasformarci in consumatori etici.

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Il modo migliore per rispondere affermativamente a molte delle domande sopra poste è scegliere prodotti biologici a chilometro zero. I consumatori etici possono partecipare a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), che permette di acquistare dai produttori locali alimenti di qualità a prezzi competitivi, abbattendo i costi intermediari di trasporto e lavorazione. Un’altra risposta potrebbe essere il consumo equo e solidale che garantisce un trattamento equo ai produttori nel sud del mondo, spesso soggiogati e sottopagati dalle multinazionali. Spesso le necessità economiche ci spingono a scelte affrettate non solo al supermercato ma anche in altri ambiti della nostra vita come gli investimenti e i trasporti. Ecco perché esiste la finanza etica, incentrata sulla persona e non sul capitale che si pone come obiettivo quello di stanziare micro finanziamenti a soggetti che lavorano per un futuro più sostenibile.

Anche l’utilizzo delle risorse è un aspetto a cui il consumatore etico, preoccupato per un consumo critico, dovrebbe prestare attenzione. Si tratta di una presa di consapevolezza del fatto che le risorse non sono infinite e che alla terra occorre tempo non solo per produrle ma anche per smaltirle. Abbandonare la filosofia dell’usa e getta a favore di quella del riciclo e del riuso, scegliere contenitori biodegradabili e riciclabili, preferire i trasporti pubblici e le energie rinnovabili sono solo alcuni dei possibili atteggiamenti da mettere in atto per accostarci al consumo sostenibile.

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Dopo una Laurea in Ingegneria mi sono allontanata dai numeri e avvicinata a nuove forme di espressione, come la fotografia e la scrittura. Il mio blog, Il Cucchiaio Verde, racchiude entrambe le passioni e ha come filo conduttore uno stile di vita vegetariano.