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Come i droni possono aiutarci a riforestare il pianeta più velocemente

Con questi aeromobili la velocità della piantumazione può aumentare di 10 volte. Un'azienda li sta usando per mappatura dei terreni e semina

Droni in volo per la riforestazione. L’impiego degli aeromobili in maniera più massiccia potrebbe dare una grande accelerata alla piantumazione di nuovi alberi contro il surriscaldamento del pianeta. È provato, infatti, che l’innesto di nuove foreste sia l’arma più efficace per contrastare i cambiamenti climatici grazie alla loro capacità di assorbire l’anidride carbonica (CO2).

Droni riforestazione

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La riforestazione è troppo lenta

Questa attività, tuttavia, sta avvenendo in maniera troppo lenta per produrre in breve tempo effetti benefici. Secondo l’IPCC, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, rimangono solo dieci anni per prevenire le conseguenze più catastrofiche degli stravolgimenti del clima. Solo nel 2019 sono state rilasciata nell’atmosfera 43 miliardi di tonnellate di CO2.

Per frenare il fenomeno, sarebbe necessario piantare miliardi di alberi ogni anno. Ma lavorando con le procedure tradizionali, basate solo sulle braccia degli esperti del settore, non si avrebbe il ritmo necessario per raggiungere il traguardo. Ecco perché la tecnologia può rivelarsi decisiva per velocizzare le operazioni.

I semi arrivano dall’alto

I droni potrebbero rivelarsi un’arma importantissima. La pensa così, ad esempio, Flash Forest, azienda canadese specializzata nella riforestazione attraverso l’uso di software per la mappatura aerea, droni, sistemi automatizzati e con l’applicazione della scienza ecologica.

L’impiego di aeromobili consente a Flash Forest di accelerare l’attività di almeno dieci volte rispetto alla prassi in uso. È sufficiente pensare che due tecnici sono in grado di dirigere dieci di questi dispositivi. I risultati sono notevoli: l’azienda è in grado di mappare le aree ideali per la piantumazione e innestare nel terreno dai mille ai 2mila alberi per ettaro. Anche la semina viene fatta da remoto. I droni vengono caricati con capsule rotonde contenenti dei semi e dei nutrienti che favoriscono la crescita della pianta resistendo nel terreno anche per mesi.

Flash Forest non si limita solo a piantare semi. Collabora con aziende, ONG, università e governi per riforestare regioni con alberi che sono nativi di quelle location allo scopo di massimizzare la biodiversità. La priorità è, quindi, per le foreste più diversificate anziché le monoculture. L’utilizzo di tutta questa tecnologia non alza i costi, anzi. L’azienda punta a portare il prezzo ad albero a 55 centesimi di dollaro, circa un quarto di quanto richiedono i sistemi classici. L’obiettivo iniziale è piantare 100mila capsule al giorno sfruttando due droni per arrivare a un miliardo di alberi entro il 2028.

Le nostre vite legate alle foreste

Dare impulso alla riforestazione non è importante solo per la tutela della biodiversità. Le vite di oltre un miliardo di persone dipendono direttamente dalle foreste, anche se in realtà tutto il mondo è legato al destino di queste aree. A partire dall’aria che respiriamo e dalla temperature che percepiamo. I droni sono pronti a volare per il pianeta.

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