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Che cos’è la tassonomia verde dell’Unione Europea?

È una lista di attività economiche che potranno essere considerate green. La proposta di inserirvi anche gas naturale e nucleare ha innescato una polemica.

Nei primi giorni del 2021 si è parlato molto della tassonomia verde dell’Unione Europea, un sistema di classificazione che servirà nei prossimi anni a identificare in maniera chiara le attività economiche sostenibili a livello ambientale nel vecchio continente. Il motivo di questo dibattito? La Commissione europea ha proposto di inserire all’interno della lista in via di definizione anche alcuni progetti legati a gas naturale e del nucleare, due settori considerati non proprio ecosostenibili e sui quali sarebbe non auspicabile investire per frenare i cambiamenti climatici.

Che cos’è la tassonomia verde europea

La tassonomia verde europea è stata pensata soprattutto per indirizzare in maniera più trasparente gli investimenti verso attività con impatto positivo su pianeta e clima. In particolare, quelli attraverso cui si dovrà realizzare il Green deal europeo, l’ambizioso programma con il quale, tra le varie cose, la Commissione europea punta a tagliare le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 nell’area Ue e a renderla climaticamente neutrale nel 2050.

Per questo, Bruxelles ha deciso di fissare regole chiare in base alle quali un investimento potrà essere considerato “verde”. Saranno quindi fornite alle aziende, agli investitori e alla politica definizioni precise su cosa potrà essere definito sostenibile a livello ambientale. In questo modo, si tenterà di arginare il fenomeno del greenwashing, ovvero un impegno per l’ambiente solo di facciata, tutelando chi intende investire in progetti credibili sul piano della sostenibilità. Ai paletti della tassonomia verde potrebbero dover sottostare anche alcune categorie di finanziamenti pubblici europei, non solo quelli privati.

La polemica

Il 31 dicembre 2021 la Commissione europea ha trasmesso agli Stati membri una bozza dell’atto delegato in cui si definisce la tassonomia verde. In questa bozza, compare una lista di attività economiche etichettabili come attività sostenibili che include anche nucleare e gas naturale. La decisione della Commissione, non ancora definitiva, ha innescato una polemica. Molti governi (come Germania e Austria), rappresentanti politici e osservatori ritengono infatti che i due settori non possano rientrare nell’elenco.

Secondo le voci critiche, il nucleare, benché possa fornire energia elettrica senza emettere gas serra, presenta il problema dello smaltimento delle scorie. A questo, si aggiungono le preoccupazioni legate alla sicurezza delle centrali. Il gas naturale, invece, è a tutti gli effetti un combustibile fossile, anche se una fonte meno sporca del carbone: le emissioni generate per produrre elettricità sono circa la metà. Ciò nonostante, l’inquinamento è molto, anche per colpa delle fuoriuscite durante la produzione e il trasporto del gas.

Attività di transizione

Perché quindi inserirle nella tassonomia verde? La Commissione europea, secondo quanto ha riportato l’agenzia Reuters, ha specificato nella bozza che nucleare e gas naturale sarebbero considerate attività “di transizione”. In pratica, servirebbero ad agevolare il passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili nei prossimi anni. E, per questa ragione, ha fissato alcuni criteri per permettere ai progetti dei settori di rientrare nella lista.

Le nuove centrali nucleari dovranno ricevere i permessi di costruzione prima del 2045. Inoltre, questi impianti dovranno avere piani, fondi e individuare posti in cui stoccare in sicurezza le scorie radioattive. Gli investimenti in impianti alimentati a gas naturale saranno invece considerati green solo se produrranno emissioni sotto ai 270 grammi di Co2 equivalente per ogni kilowatt ora, se rimpiazzeranno altri impianti a combustibili fossili più inquinanti, se riceveranno i permessi di costruzione entro il 31 dicembre 2030 e se verranno convertiti in impianti a basse emissioni entro la fine del 2035. Le perplessità comunque rimangono, anche perché alcuni criteri contraddicono le linee guida stabilite dal gruppo di esperti (la Piattaforma per la finanza sostenibile) che ha contribuito a elaborare la tassonomia.

L’iter del provvedimento

Nulla è ancora definitivo sulla tassonomia verde. L’iter è ancora lungo. I governi degli Stati membri hanno tempo fino al 21 gennaio per valutare la proposta. Dopodiché la Commissione europea esaminerà le loro osservazioni e valuterà degli emendamenti alla bozza di atto delegato. Il testo finale dovrebbe essere pubblicato alla fine di gennaio, ma il provvedimento non entrerà in vigore prima dell’estate. Il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo avranno infatti tra i quattro e i sei mesi di tempo per esaminarlo per poi approvarlo o bocciarlo. I numeri non sorridono ai contrari a nucleare e gas naturale in Consiglio, l’organo formato dai governi degli Stati membri. Al Parlamento, invece, lo scenario è più aperto e imprevedibile. A luglio sapremo cosa accadrà.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food