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Che cos’è un temporale autorigenerante?

Un temporale autorigenerante è un fenomeno molto violento e pericoloso capace di fare ingenti danni e di causare vere e proprie alluvioni lampo.

L’espressione temporale autorigenerante occupa, in queste ore, le pagine di cronaca. A flagellare le Marche, seminando distruzione in vaste aree della regione, sono stati proprio fenomeni di questo tipo. Tali eventi meteo estremi appaiono tanto pericolosi, quanto, purtroppo, sempre più frequenti. Il riscaldamento globale influisce, infatti, sulla loro formazione, e capire come fronteggiarli è vitale.

temporale autorigenerante
Foto: Peter @Pexels

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Temporale autorigenerante, che cos’è?

Un temporale autorigenerante è un fenomeno violento. Esso si forma quando nell’atmosfera si scontrano due masse d’aria con caratteristiche termiche e igrometriche completamente diverse. L’aria calda e umida sale rapidamente verso l’alto, dove si scontra con masse d’aria fredda, più pesanti. Guadagnando quota l’umidità condensa e inizia la discesa, dando origine ai moti convettivi che portano alla generazione del cumulonembo. L’aria viene risucchiata nella nube a velocità di 50/70 km/h. In un temporale autorigenerante, a questo punto, il sistema, invece di dissolversi, si autoalimenta. Ciò avviene quando la convergenza di venti al suolo aiuta le masse d’aria a salire o quando la nube viene bloccata, anche grazie alla particolare conformazione del territorio, su un potenziale continuo serbatoio di vapore, come il mare.

Quanto è pericoloso un temporale autorigenerante?

Un temporale autorigenerante può rivelarsi estremamente pericoloso. La natura dell’evento contraddice la regola empirica che attribuisce ai temporali una durata breve. Tali fenomeni, detti anche stazionari, sono, infatti, in grado di insistere sulla stessa zona circoscritta per diverse ore. Ad alimentarli è un sistema caratterizzato dalla generazione a catena di diverse torri temporalesche che raggiungono l’altezza di 10-12 km e che possono disporsi in una caratteristica forma a V. Questi temporali scaricano al suolo quantità di pioggia che danno luogo ad alluvioni lampo. Spesso le precipitazioni che dovrebbero verificarsi nell’arco di 6 mesi si abbattono su una zona in tempi strettissimi. Possono arrivare, così, a cadere 400 mm di pioggia in 2/3 ore.

Temporali autorigeneranti e riscaldamento globale

Presto sapere cos’è un temporale autorigenerante potrebbe diventare tutt’altro che un esercizio di conoscenza. Il cambiamento climatico non fa, infatti, che alimentare situazioni di questo tipo, rendendole quasi la norma. Più le temperature si alzano, più l’evaporazione accelera. La quantità di umidità presente in atmosfera, dunque, cresce e ciò fornisce più energia ai temporali. Negli ultimi decenni le temperature dei mari stanno schizzando alle stelle. Durante l’estate, e a inizio autunno, quando il fenomeno è particolarmente evidente, le condizioni di rischio diventano, quindi, massime. Prevedere il verificarsi di eventi simili rimane complicato, ma i moderni strumenti permettono di agire tempestivamente e di diramare allerte meteo in tempi utili.

Le conseguenze di un temporale autorigenerante sono potenzialmente devastanti. Tali eventi possono, infatti, favorire il verificarsi di inondazioni e frane, che minacciano l’incolumità di edifici, infrastrutture e vite umane. Per l’area del Mediterraneo il pericolo che simili fenomeni non restino casi isolati esiste. I meteorologi invitano, allora, a sostituire la risposta emergenziale con opportune strategie di adattamento.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.