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Che cos’è la quinoa: proprietà, calorie e come si cucina

La quinoa rientra tra gli psudocereali, è un alimento originario del Sudamerica con eccellenti valori nutrizionali ed è un valido sostituto del riso.

Cereale o no? Questo è il dilemma. Quando si parla di quinoa, alimento che ormai da anni ha fatto irruzione nei nostri supermercati e nelle cucine delle persone più curiose, si fa fatica a inserirla in una categoria precisa. Essendo una valida alternativa al riso, all’orzo o al farro perlato, ma anche una pianta che produce semi da cui si ricava una farina ricca di amido, viene automatico inserire anche la quinoa nella famiglia dei cereali. Si tratta, tuttavia, di un errore (in buona fede). Vediamo un po’ di chiarire i dubbi che ruotano attorno a questa coltivazione importante per molti popoli sudamericani.

La quinoa rientra tra gli psudocereali, è un alimento originario del Sudamerica con eccellenti valori nutrizionali ed è un valido sostituto del riso.
Foto: Pxfuel.com

Cos’è la quinoa?

La quinoa viene comunemente classificata come pseudocereale. Questo perché non fa parte della famiglia delle graminacee, ma è invece una pianta erbacea della stessa famiglia di spinaci e barbabietole. Nello specifico, si tratta dei semi che derivano dalla pianta conosciuta con il nome scientifico Chenopodium quinoa. È piuttosto grande e genera quelle che sembrano piccole pannocchie composte appunto dai semi che poi si vanno a raccogliere. Esistono oltre 3mila varietà di quinoa, ma quelle più coltivate sono la rossa, la nera e la bianca. Quest’ultima è la tipologia maggiormente consumata. Curiosità: ne esiste anche una varietà tricolore.

Un po’ di storia

Le origini della coltivazione della quinoa risalgono a circa 7mila anni fa, in Sudamerica. Tutt’oggi è il continente in cui è maggiormente coltivata, in particolar modo dalle popolazioni che vivono sulla catena montuosa delle Ande, in Bolivia e Perù. È stata ed è tuttora un prodotto così fondamentale per l’alimentazione di questi popoli che gli antichi Incas l’hanno ribattezzata “la madre di tutti i semi”. Solo in tempi recenti, le sue qualità sono state scoperte dal resto del mondo. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite (Onu) ha proclamato il 2013 “Anno internazionale della quinoa” in quanto alimento in grado di limitare la fame e la malnutrizione nel mondo.

Proprietà e benefici per la salute

La quinoa si contraddistingue infatti per l’alto contenuto proteico, il basso apporto di calorie e per la totale assenza di glutine. Fatto, quest’ultimo, che la rende consumabile dai celiaci e da chi non tollera il complesso proteico tipico di grano e cereali affini. Una tazza di qunoa, corrispondente a 185 grammi di prodotto, 8 grammi di proteine, 4 grammi di grassi e almeno 5 grammi di fibre. Alto anche il contenuto di manganese, magnesio e fosforo. Per questa quantità si contano appena 220 calorie, aspetto che la rende ideale per i regimi alimentari ipocalorici.

Come si cucina

Cucinare la quinoa è molto semplice e non differisce dalle modalità utilizzate per il riso o da altri cereali come orzo, farro o bulgur. Basta metterla a bollire in una quantità di acqua doppia rispetto al peso della porzione da cuocere per 10-15 minuti, lasciando il coperchio sulla pentola. La quinoa è una valida alternativa ai cereali citati qui sopra. Dopo averla scolata può essere infatti condita a piacere o diventare base per moltissime ricette, calde e fredde: burger vegetali, polpette, zuppe o insalate. Può essere anche un accompagnamento di piatti di carne e pesce.

Come accennato, dalla quinoa si ottiene anche la farina, acquistabile oggi in molti negozi. Questa si presta alla preparazione di dolci, dai biscotti a vere e proprie torte, mangiabili senza conseguenze anche dai celiaci che devono sempre fare i salti mortali per trovare un dessert sfizioso, ma allo stesso tempo tollerabile dal proprio organismo. Tuttavia, negli ultimi anni la popolarità della quinoa è cresciuta anche tra vegetariani o vegani che la scelgono per dare equilibrio alla propria dieta e recuperare soprattutto quell’apporto di proteine perso con l’addio alla carne.

REDAZIONE
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