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Carnevale: coriandoli di plastica vietati a Venezia

Con un’ordinanza, il Comune di Venezia ha reso vietati i coriandoli e le stelle filanti prodotti in plastica su tutto il territorio comunale.

Coriandoli e stelle filanti di plastica vietati a Venezia. È la decisione presa con un’ordinanza dall’amministrazione comunale della città per l’edizione 2023 del Carnevale in Laguna. Chi quindi sta pensando di trascorrere una giornata tra calli e campi per ammirare gli spettacolari travestimenti che caratterizzano l’appuntamento in maschera più famoso del mondo, dovrà stare dunque attento ai prodotti che acquisterà per sé e per i propri bambini. Se infatti il materiale non sarà tra quelli considerati più rispettosi dell’ambiente (ad esempio, di carta), potrebbe scattare la multa.

Carnevale coriandoli di plastica vietati a Venezia

Venezia, coriandoli di plastica vietati

L’ordinanza comunale che rende i coriandoli di plastica vietati per il Carnevale di Venezia è stata firmata dal sindaco Luigi Brugnaro con la festa già entrata nel vivo in Laguna. Il testo dispone il divieto “su tutto il territorio comunale di detenere in luogo pubblico o aperto al pubblico, nonché disperdere al suolo, coriandoli in plastica e altri prodotti similari (es. stelle filanti in plastica, cannoni spara coriandoli in plastica, elenco non esaustivo), anche in occasione di feste, manifestazioni ed eventi, connessi o meno alla celebrazione ufficiale del Carnevale 2023.” Il divieto sarà valido fino al 23 febbraio.

I problemi legati ai coriandoli

L’ordinanza motiva la decisione di vietare i coriandoli di plastica per il Carnevale di Venezia. Nel testo si specifica che “la dispersione di tali prodotti su suolo pubblico, è causa di imbrattamento di calli, campi, strade, marciapiedi, bordi di marciapiedi, caditoie stradali, luoghi pubblici, oltre che di intasamento dei chiusini in caso di pioggia, con conseguente inquinamento ambientale, in particolare dei rii e dei canali […]” e che  in caso di dispersione nell’acqua “la degradazione degli oggetti porta alla creazione di microplastiche, che causano condizioni sfavorevoli alla vita e rischiano di entrare nella catena alimentare.”

Tutelare un patrimonio Unesco

Oltre alle motivazioni ambientali e per il decoro cittadino, ce n’è anche una culturale.  L’ordinanza ricorda, infatti, che “il centro storico di Venezia, tra i più importanti del mondo, riconosciuto e tutelato dall’Unesco, racchiude migliaia di anni di storia rappresentando il cuore pulsante della vita cittadina, ed accoglie ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo che giungono a Venezia per godere di un patrimonio che necessita di essere preservato in ragione dello straordinario valore culturale insito.

Le sanzioni per i trasgressori

Sono numerose quindi le ragioni che hanno spinto il Comune di Venezia a mettere i coriandoli di plastica nell’elenco dei prodotti vietati per il Carnevale. E per chi sgarra sono previste multe. I trasgressori potranno essere puniti con sanzioni pecuniarie dai 25 ai 500 euro, e il materiale oggetto dell’ordinanza sarà ritirato. Gli esercizi commerciali all’interno del territorio comunale che vendono i prodotti proibiti dovranno invece esporre il testo dell’ordinanza nel loro locale. Chi non rispetta la direttiva rischia una sanzione simile a quella prevista per gli acquirenti.

Leggere bene l’etichetta

Dispiace dover ricordare ancora una volta che Venezia vuole essere una città plastic free e in questa direzione sono state assunte già molte iniziative  – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Massimiliano  De Martin –  È comunque necessario mantenere alta l’attenzione e specificare che non si devono utilizzare in luoghi pubblici coriandoli in plastica. Il mio invito è di leggere bene l’etichetta per verificarne la produzione, ma anche chi vende dovrebbe rispettare quelle che sono le politiche comunitarie locali.”

L’ordinanza – ha aggiunto – riguarda gli spazi pubblici, ma il comportamento responsabile deve riguardare anche l’ambito privato. Anche lavorando nelle piccole scelte quotidiane si contribuisce  ad avere una città più bella, ma soprattutto, ambientalmente più protetta. Vogliamo un Carnevale green“.

REDAZIONE
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