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Caldo estremo in Canada: una situazione in passato impossibile

L’ondata di caldo estremo in Canada e USA ha messo in ginocchio intere comunità e a renderla tanto devastante sembra proprio aver contribuito l’uomo.

Il caldo estremo in Canada ha, nell’ultimo mese, reso difficili le vite di molti. I termometri hanno fatto segnare temperature da record, che hanno messo in pericolo ecosistemi e umanità. Uno studio ha definito il fenomeno “virtualmente impossibile senza il contributo del cambiamento climatico” e ora la scienza è pronta ad approfondire. La preoccupazione per il futuro è alta e i governi sono chiamati a interventi immediati.

caldo estremo in Canada

Il caldo estremo in Canada:

Il caldo estremo in Canada e Stati Uniti sta tormentando intere regioni. Le temperature sul Nord-Ovest del Pacifico sono state a lungo sopra i 40 °C. Nel villaggio canadese di Lytton è stato raggiunto il record nazionale di 49.6 °C e Portland, in Oregon, ha superato le temperature massime precedenti per tre giorni consecutivi, dal 26 al 28 giugno, toccando i 46.6 °C. Giugno si è così classificato come il più caldo di sempre e chiamate di emergenza, ricoveri e morti si sono moltiplicati. Dati precisi sul numero di vittime non saranno tuttavia disponibili per mesi. A soffrire è anche la natura e, mentre gli animali marini muoiono, ettari di foreste sono in fiamme.

Caldo prima impossibile:

Il caldo estremo in Canada ha allarmato molti scienziati. 27 esperti di World Weather Attribution Collaboration hanno determinato che le ondate di calore sono oggi 150 volte più probabili. Hanno, poi, considerato due opzioni. La prima definisce questi eventi come l’equivalente statistico di “un colpo di sfortuna”, reso meno raro dal riscaldamento globale. La seconda afferma, invece, che il cambiamento climatico li ha resi permanentemente più probabili ed estremi. Le temperature raggiunte in quest’ondata sono state di 2 °C superiori a quelle raggiungibili in epoca pre-industriale. Un ulteriore aumento di 2 °C nella temperatura globale, previsto attualmente entro il 2040, alzerebbe i valori di 1 °C. Tali fenomeni potrebbero poi verificarsi ogni 5-10 anni.

La situazione futura:

Il caldo estremo in Canada suscita inquietudine. Esso ha dimostrato, infatti, che ormai le ondate di calore possono verificarsi anche al di sopra di 50 °N. In futuro, quindi, potrebbero interessare aree prima al sicuro, come Germania, Regno Unito o parte della Cina. Si tratta di luoghi ampiamente impreparati al clima torrido dove, per esempio, molti sono sprovvisti di condizionatori. Ai governi sono richiesti piani di prevenzione e di azione precoce, volti soprattutto a tutelare i più esposti e vulnerabili, nonché progetti a lungo termine. Ridurre l’impiego di combustibili fossili e le emissioni di gas serra rimane la priorità.

Il caldo estremo in Canada rappresenta l’ennesimo segnale di allarme. Contemporaneamente in Europa stiamo assistendo ad altri fenomeni meteo estremi. Un’ondata di calore ha fatto boccheggiare il Nord mentre le inondazioni stanno tormentando Germania, Olanda, Paesi Bassi e Belgio. Non vedere l’equilibrio alterato è impossibile e agire prima che gli scenari apocalittici diventino quasi ordinari appare impellente.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.