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Biolubrificanti, l’alternativa ecologica per un’industria più green

I biolubrificanti sono un’alternativa più rispettosa dell’ambiente applicabile in diversi settori dell’industria. Di origine vegetale, sostituiscono i prodotti a base di petrolio.

Il termine biolubrificanti si sta diffondendo largamente in più di un settore dell’industria, indicando oli e grassi di origine vegetale utilizzati come efficaci alternative ai prodotti equivalenti a base di petrolio. L’ipotesi di un più largo impiego di tali prodotti, tuttavia, apre un interrogativo sull’effetto che avrebbero le nuove colture necessarie a sostenerlo, rendendo auspicabile un approccio basato sui principi del biologico.

biolubrificanti

Cosa sono i biolubrificanti

I biolubrificanti sono oli o grassi di origine vegetale utilizzati per le loro proprietà lubrificanti in diversi settori produttivi. Le principali colture dalle quali vengono ricavati normalmente sono il girasole, le brassicacee (tra cui la colza) e altre specie oleaginose. A seconda della tipologia e della composizione ogni biolubrificante può trovare applicazioni differenti nei diversi settori d’utilizzo. Dal punto di vista ambientale si tratta di alternative più green partendo dal fatto che si tratta di prodotti ricavati da fonti rinnovabili e non di derivati dal petrolio. Inoltre, uno dei vantaggi dei biolubrificanti è quello di risultare per lo più biodegradabili, a differenza della controparte sintetica. In certi casi, inoltre, questi prodotti offrono prestazioni anche più elevate rispetto agli oli sintetici il che non li rende affatto dei compromessi svantaggiosi. Considerando, inoltre, che in gran parte dei casi il loro utilizzo non richiede particolari modifiche degli impianti.


I biolubrificanti tra agricoltura e biologico

Una maggiore diffusione dei biolubrificanti potrebbe costituire una grande opportunità per il settore agricolo, ma per la stessa ragione costituire un grave rischio per l’ambiente. Una fornitura massiva di questi prodotti dovrebbe essere supportata da una produzione adeguata che, se attuata con modalità poco accorte, potrebbe avere conseguenze negative sull’ambiente. Il settore dei biolubrificanti, in tal senso, troverebbe un supporto nel biologico il quale potrebbe garantire un prodotto di qualità con un impatto ridotto a livello ambientale, grazie anche al minor uso di risorse e al non utilizzo di pesticidi e sostanze chimiche di sintesi. Una progettazione oculata e lungimirante si renderebbe necessaria per dare una risposta a questa domanda crescente, senza però dimenticare l’ambiente.

Un processo, quello di diffusione dei biolubrificanti, che ha tutte le carte in regola per rinnovare molti settori e rendere l’industria più green. Solo se progettato e attuato con attenzione, magari proprio grazie al biologico.

REDAZIONE
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