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Biologico, storia di un trend sempre più diffuso

Termine ormai sulla cresta dell’onda le cui origini hanno più di 50 anni. Ma sapete tutto della sua storia?

L’agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, vuole promuovere la biodiversità delle specie coltivate (ed allevate), esclude l’utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM). Nell’agricoltura convenzionale si impiega un notevole quantitativo di concimi e fitosanitari prodotti in laboratorio, quindi da processi industriali (industria chimica, estrattiva, meccanica, ecc.).

Biologico, storia di un trend sempre più diffuso

Alla base della filosofia di questo tipo di agricoltura e allevamento ci sono vari elementi, come la riduzione dell’impatto ambientale e di conseguenza le esternalità negative, l’offrire prodotti privi di residui chimici e fitofarmaci e l’utilizzo di tecniche agricole antecedenti all’introduzione di pesticidi avvenuta durante la rivoluzione verde, di cui parleremo più avanti.

Un po’ di storia

Difficile dare una data e un luogo preciso alla nascita dell’agricoltura biologica, ma indicativamente esse si aggirano intorno agli anni 50’ in Europa, in particolare in Svizzera, Belgio, Austria e Gran Bretagna. Nello stesso periodo in Germania nacque un movimento, chiamato Reformhaus che promuoveva la produzione di cibi naturali e l’apertura di negozi dove poter acquistare e consumare alimenti naturali.

Reform Haus, il biologico tedesco

Negli anni seguenti l’agricoltura organica segue uno sviluppo sempre più crescente in Europa e successivamente nel resto del mondo. Tuttavia l’inizio non fu dei più semplici in quanto trovò molti ostacoli, specialmente a causa del costante incremento nell’utilizzo di prodotti chimici, con un picco negli anni 60’ e 70’. In questi anni infatti, per quanto riguarda l’agricoltura, vi fu la cosiddetta rivoluzione verde, caratterizzata dalla ricerca del massimo profitto, massimizzando la produzione agricola.

Questo era possibile grazie a un forte utilizzo della meccanizzazione, la diffusione della monocultura e l’impiego di prodotti chimici per la concimazione e la difesa delle coltivazioni. Questo movimento era fortemente in contrasto con le ideologie che si erano sviluppate negli anni precedenti. Nel 1972 le organizzazioni di tutto il mondo si unirono per fondare l’Ifoam (International Federation of organic agriculture movements) che oggi è il punto di riferimento per l’agricoltura biologica.

La legislazione italiana

Nel giugno del 2007 è stato adottato un nuovo regolamento CE per l’agricoltura biologica, Reg. (CE) n° 834/2007, che abroga i precedenti ed è relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici sia di origine vegetale che animale (compresa l’acquacoltura).

Frutta e verdura biologica

In questo regolamento vengono rispresi gli obbiettivi originali dei primi movimenti. Nel primo considerando infatti viene così espresso «[…] Il metodo di produzione biologico esplica pertanto una duplice funzione sociale, provvedendo da un lato a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici dei consumatori e, dall’altro, fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale.»

La domanda di prodotti biologici in questi anni ha sollevato molto interesse nei consumatori soprattutto dopo gli scandali della crisi della BSE e Diossina. Le persone infatti, preoccupate sempre più per le possibili contaminazioni e malattie dovute da ciò che ingeriscono, si sono avvicinate molto al mondo del biologico.

Fonti: eur-lex.europa.eu – wikipedia.org – ersa.fvg.it – rd.com

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Studentessa di Food System all’Università di Parma. Insaziabile di vita, dove il food non la fa solo da contorno. Perchè è con il cibo che costruisco le mie relazioni.