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Bambini malnutriti: più vitamine e minerali grazie alla tecnologia

Il problema dei bambini malnutriti potrebbe risolversi con più vitamine e minerali negli alimenti, e gli scienziati potrebbero aver trovato una soluzione.

Quando si parla di bambini malnutriti si tratta spesso di giovani che non assumono vitamine e minerali a sufficienza, ma la tecnologia potrebbe offrire un nuovo strumento per affrontare questo problema. Non è una novità che gli alimenti possano essere addizionati con certi nutrienti, ma lo stoccaggio e la cottura di questi ultimi spesso può far perdere valore nutrizionale alle preparazioni. Gli scienziati hanno trovato una soluzione a questa problematica introducendo un nuovo polimero completamente commestibile.

bambini malnutriti

Salvare i bambini con la tecnologia

Cosa c’entra un nuovo polimero con i bambini malnutriti, vitamine e minerali? Quello che hanno scoperto gli scienziati è che si può creare un polimero in grado di degradarsi facilmente nello stomaco ma protetto dall’acqua bollente con cui spesso si cucinano gli alimenti. In particolare sono stati provati oltre 50 polimeri diversi, in modo da trovare la tecnologia migliore per riuscire a proteggere la vitamina A.

Questa vitamina è la più difficile da integrare soprattutto nei bambini malnutriti delle zone più remote del mondo: si degrada facilmente con la luce, il calore e l’umidità, motivo per cui i ricercatori hanno dovuto ingegnarsi non poco per trovare una soluzione efficace. I ricercatori hanno scoperto che il polimero BMC era quello che si comportava meglio tra tutti i candidati, oltre ad essere già stato approvato dalla FDA e quindi considerato una tecnologia sicura per il consumo umano.

A questo punto sono stati svolti dei test molto rigidi: micronutrienti come zinco, ferro, vitamina A e vitamina D, sottoponendoli poi a calore estremo, raggi ultravioletti e addirittura 2 ore di cottura in acqua con temperature sostenute. Il risultato legato a questa tecnologia è stato sorprendente, considerando che tutte le sostanze si sono conservate alla perfezione. Ma il rischio a questo punto era che il nuovo polimero fosse troppo resistente e che non fosse scomposto per la digestione, rendono inutili gli integratori per risolvere una situazione di malnutrizione.

L’aspetto più vantaggioso del BMC è la sua debolezza nei confronti degli acidi: il pH del nostro stomaco è sufficientemente basso, tra 1 e 2, da sciogliere il polimero e rendere i nutrienti completamente disponibili. I test sugli esseri umani si stanno rivelando molto promettenti, e potrebbero aprire le porte per l’introduzioni di micronutrienti essenziali in alimenti di largo consumo come riso e farina, aiutando i bambini malnutriti più in difficoltà.

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.