Animali

Australia: inaugurato un grande ospedale mobile per soccorrere canguri e koala

Dopo la strage causata dagli incendi tra il 2019 e il 2020, due veterinari hanno creato una clinica su un tir. Il WWF l’ha finanziata con 250 mila dollari.

Tre miliardi. È l’impressionante numero di animali uccisi dall’ondata di incendi che ha bruciato l’Australia, tra giugno 2019 e febbraio 2020, secondo il WWF. Tutto il mondo ha ancora negli occhi le strazianti immagini dei koala feriti e disidratati. Ma il dramma ha riguardato molte altre specie: opossum, petauri, antechini, topi marsupiali, ratti canguro, bandicoot, quokka, potoroo, canguri e wallabies. Per evitare un’altra strage di quelle dimensioni, due veterinari del Paese, Stephen Van Mil ed Evan Kosack, hanno deciso di creare un ospedale mobile per gli animali.

In Australia è operativo il primo ospedale mobile, costruito sul semirimorchio di un tir, dedicato alle cure degli animali selvatici feriti

Un ospedale a bordo di un tir

Il Byron Bay Wildlife Hospital è stato inaugurato ed è partito per il suo viaggio a fine 2020, giusto all’inizio di un’altra stagione estiva che si sta rivelando secca come quella precedente. Si è diretto verso la baia da cui prende il nome, sulla costa orientale dall’Australia, l’area più colpita dagli incendi del 2019-2020. La struttura medica, lunga 16 metri, è stata costruita sul semirimorchio di un tir, a bordo del quale potrà raggiungere le zone del Paese che in futuro saranno interessate da altre emergenze simili.

Questa clinica mobile è stata dotata di tutti gli strumenti e gli spazi necessari per eseguire interventi sul campo: macchinari per ecografie, radiografie, endoscopie e anestesia e attrezzature per la terapia intensiva; ci sono una sala operatoria e una per il ricovero, scorte di acqua e un sistema di comunicazione satellitare. Ed è alimentata da pannelli solari.

Una struttura sempre operativa

Dopo i catastrofici incendi della scorsa estate ci siamo resi conto che si trattava di una necessità davvero impellente, ha detto Il fondatore e CEO del Byron Bay Wildlife Hospital, il dottor Stephen Van Mil. “Vedere decine e centinaia di koala feriti accuditi in scatole di cartone o nei cesti della biancheria, in attesa di cure, mi ha fatto capire che dovevamo cambiare tutto”.

L’ospedale mobile sarà operativo tutto l’anno e collaborerà con le associazioni locali per sottoporre a cure non solo gli animali feriti dalle fiamme, ma anche gli esemplari affetti da malattie o che soffrono per la perdita del loro habitat (altro grande problema causato dagli incendi), per l’urbanizzazione e per l’inquinamento.

“Entro pochi minuti dall’arrivo, il nostro team di veterinari esperti medicherà le ferite e somministrerà antidolorifici e farmaci”, ha detto Bree Talbot, capo dell’equipe veterinaria della fondazione Byron Bay. Significa che possiamo iniziare il trattamento prima che si manifestino segni clinici gravi, quali infezioni o disidratazione.

Il sostegno del WWF

I fondi per trasformare il progetto in realtà sono arrivati dal crowdfunding. Grazie ai donatori e all’aiuto dei gruppi impegnati nella conservazione della biodiversità sono stati raccolti 516.600 dollari. Anche il WWF Australia ha deciso di sostenere Byron Bay Wildlife Hospital con una donazione di 250 mila dollari destinati all’acquisto di apparecchiature mediche e alla copertura parziale dei costi vivi della struttura. Per salvare gli animali dall’estinzione l’organizzazione ha lanciato i progetti Koalas Forever, che mira a raddoppiare il numero di koala in Australia orientale, e Regenerate Australia, descritto come il più grande e innovativo programma di ripristino e rigenerazione della fauna selvatica e delle foreste nella storia dell’Australia.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food