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Arriva la pellicola naturale e biologica che salva frutta e verdura

La pellicola naturale e biologica di Apeel, che promette di salvare frutta e verdura, sta conquistando il mercato americano. I clienti sono soddisfatti e lo spreco alimentare diminuisce visibilmente.

Apeel è una pellicola naturale e biologica che promette di combattere a spada tratta lo spreco alimentare, salvando frutta e verdura che altrimenti rischierebbe di essere buttata. La cosa più interessante è che la materia organica da cui è prodotta è sempre frutta, motivo per cui risulta perfettamente biodegradabile e commestibile. Il risultato finale è una vita sugli scaffali raddoppiata per gli ortaggi.

pellicola naturale biologica

Come funziona la pellicola naturale

Ne avevamo parlato tempo fa come un’innovazione, mentre ora il progetto è più che mai concreto: la pellicola naturale e biologica è stata utilizzata sugli avocado in una serie di supermercati, dimostrandosi molto efficace nell’allungare la vita sugli scaffali di questi frutti. Il risultato è stato impressionante: dopo 30 giorni gli avocado non trattati apparivano evidentemente rovinati, mentre quelli con la pellicola potevano essere scambiati praticamente per freschi.

Gli esperimenti fatti con altra frutta hanno dato risultati simili: mele e limoni sono sopravvissuti sostanzialmente più a lungo e, perché la pellicola naturale e biologica funzioni, non c’è stato nemmeno bisogno di mettere tutto nel frigorifero. Ovviamente anche la verdura può essere trattata allo stesso modo: asparagi e fagiolini hanno dimostrato una conservazione molto più lunga con la pellicola piuttosto che senza.

I vantaggi sono davvero notevoli, sia diretti che indiretti. Il consumatore si trova con frutta e verdura che rimangono freschi più a lungo, ha meno rischi di doverla buttare nel caso se ne dimenticasse e, alla fine, risparmia. I supermercati vivono questi vantaggi in maniera ancora più consistente: la riduzione di spreco alimentare è notevole e se questa pellicola naturale e biologica fosse utilizzata su tutta la frutta e la verdura il risultato sarebbe ancora più evidente.

Gli scarti nel settore dell’agroalimentare valgono 2,5 trilliardi di dollari nel mondo, e questa nuova tecnologia potrebbe permetterci di affrontare in modo completamente nuovo la questione.

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