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Antibiotici, anche i pesci di fiume sono contaminati

Antibiotici, anche i pesci di fiume sono contaminati

Un nuovo studio ha rivelato che gli antibiotici sono presenti anche nei pesci di fiume ma forse una pianta acquatica può aiutare.

Gli antibiotici fanno ormai da inquinante ambientale e la loro presenza all’interno dei pesci di fiume ce lo ricorda. A ribadirlo ci ha pensato uno studio pubblicato in Environmental Sciences Europe e condotto in Brasile. I ricercatori hanno cercato di capire come avvenga il passaggio dalle sostanze dall’acqua agli animali, cosa questo comporti e, soprattutto, se ci siano soluzioni rapide al problema.

Antibiotici, anche i pesci di fiume sono contaminati
@envatoelements

Antibiotici e pesci di fiume: lo studio 

A indagare sulla presenza di antibiotici nei pesci di fiume ci ha pensato un team della Fundação de Amparo à Pesquisa do Estado de São Paulo. I ricercatori hanno analizzato la presenza di contaminazioni nel fiume Piracicaba, in Brasile, collezionando campioni di acqua, di sedimento e di tessuti animali, nei pressi della diga di Santa Maria da Serra, che fa da punto di raccolta naturale. 

Sono stati testati 12 antibiotici di uso comune e la loro concentrazione è apparsa strettamente legata alla stagionalità. Durante il periodo delle piogge infatti i contaminanti sono risultati non rilevabili, mentre nella fase secca, con il diminuire del volume dell’acqua, la loro concentrazione è aumentata. I livelli andavano da alcuni nanogrammi per litro di acqua, a diversi microgrammi per chilogrammo nel sedimento.

Quali sono gli antibiotici più pericolosi nei pesci? 

I ricercatori hanno cercato di capire come la presenza dei diversi tipi di antibiotici influisca sui pesci. Tra i risultati più significativi rientra, allora, la presenza di cloramfenicolo anche nei tessuti animali. Questo antibiotico, una volta comunemente utilizzato nell’allevamento, è stato vietato in Brasile a causa degli studi sulla sua tossicità. Il fatto che sia ancora rilevabile indica dunque che le contaminazioni creano problemi a lungo termine. 

I medicinali si sono anche dimostrati in grado di favorire lo sviluppo di anomalie genetiche nei pesci. Anche qui i dati non sono però omogenei per tutte le sostanze testate. La contaminazione da cloramfenicolo è stata per esempio collegata a problemi delle cellule del sangue, mentre l’enrofloxacina è apparsa ancora più potenzialmente insidiosa.

Come risolvere il problema degli antibiotici nei pesci? 

I ricercatori non si sono limitati a rilevare che persino i pesci di fiume sono esposti agli antibiotici ma hanno cercato soluzioni. Hanno dunque effettuato dei test sull’azione della Salvinia auriculata, pianta acquatica galleggiante diffusa nella zona, per verificarne le capacità fitodepurative. In laboratorio i campioni sono stati esposti a concentrazioni di antibiotici pari a quelle ambientali e 100 volte superiori. Il vegetale si è dimostrato in grado di rimuovere dall’acqua fino al 95% di enrofloxacina in pochi giorni e al 30-45% di cloramfenicolo in tempi più lunghi. 

Tale azione non si è però tradotta in un automatico calo dell’assorbimento delle sostanze da parte degli organismi ittici. La presenza di Salvinia auriculata lo ha invece in alcuni casi velocizzato. Una spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che la pianta altera la struttura chimica dei medicinali rendendoli in determinati momenti più assimilabili dai pesci.

La nuova ricerca su antibiotici e pesci di fiume apre importanti prospettive. Oltre a rimarcare l’importanza di considerare le problematiche di contaminazione ambientale e di possibile esposizione umana ai medicinali tramite l’alimentazione riporta anche l’attenzione sulla necessità di trovare soluzioni economiche ed efficaci. Lo sviluppo di resistenza ai medicinali da parte dei batteri continuamente esposti alle sostanze fa da inquietante cornice.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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